Nino Oddo
Il Psi siciliano ha presentato in questi giorni un disegno di legge di iniziativa popolare volto ha modificare il sistema elettorale vigente nell’isola.
SpUna nuova legge elettorale per la Sicilia, un percorso In Sicilia, come è noto, vige allo stato il più alto sbarramento elettorale d’Italia, il 5%.
Questa normativa elettorale, varata a suo tempo dal centrodestra con il consenso esplicito del Pd, trovava a giudizio dei proponenti motivazione nell’esigenza di ridurre la frammentazione elettorale e la supposta conseguente instabilità dei governi regionali.
L’esperienza di questi anni di applicazione di questa normativa ha dimostrato con i fatti come sia avvenuto esattemente il contrario.
I gruppi parlamentari presenti oggi all’assemblea regionale siciliana sono una decina, e Raffaele Lombardo ha alternato in questa legislatura 4 governi con le più disparate maggioranze.
Viceversa uno sbarramento così alto ha prodotto un’alterazione di fatto della rappresentanza democratica.
Oltre il 25% dell’elettorato siciliano non è rappresentato all’Ars (anche per la miopia dei piccoli partiti di sinistra affetti da sindrome da autosuffcienza), e tenuto conto che i voti validamente espressi sono circa il 60%, se ne deduce che la stessa legittimità democratica del parlamento siciliano è quantomeno notevolmente circoscritta.
In questo quadro i socialisti siciliani hanno assunto l’iniziativa di eleborare un disegno di legge di iniziativa popolare che fa fare al dibattito politico un deciso passo avanti, dal chiacchericcio a quello delle concrete proposte legislative.
Si propone inanzitutto la riduzione dello sbarramento al 3%, anche nei comuni e nelle provincie, ove già dalla prossima tornata elettorale la normativa in vigore prevederebbe l’estensione a tappeto del 5%, col rischio dell’azzeramento di tutta un’area politica, pur dove tuttora gode di un consenso non marginale.
Inoltre si introdurrebbe la doppia scheda per l’elezione del deputato-consigliere e del sindaco-presidente, riducendo il fenomeno del trascinamento elettorale delle liste clientelari, nonchè l’elezione automatica a consigliere del candidato leader perdente, che diverrebbe lo speaker dell’opposizione sul modello delle democrazie anglossassoni.
Su questa iniziativa politica chiederemo, fin dal congresso regionale che si terrà domenica 12 dicembre presso l’hotel Ventura a Caltanissetta, l’adesione delle altre forze cosidette minori del centrosinistra (Sel, Idv, Federazione della sinistra, Verdi e Radicali), non solo per meglio raggiungere il traguardo delle firme necessarie, ma per avviare un processo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica siciliana sul tema dell’allargamento degli spazi di democrazia.
Queste forze sono chiamate a colmare il vuoto che il fallimento dell’utopia maggioritaria del partito democratico di veltroniana memoria ha lasciato a sinistra.
Oggi lo schieramento di opposizione in Italia, difronte all’implosione del modello di destra aziendalista imposto da Berlusconi negli ultimi 15 anni, ha urgente bisogno di rendere visibile un’offerta politica che riesca a contenere, anche in termini di visibilità istituzionale, le anime cattolico-democratiche, riformiste, ambientaliste che la compongono attorno ad una proposta politica chiara che sia facilmente lcomprensibile dalla gente.
La proposta referendaria per l’abolizione del ‘porcellum’ che i socialisti hanno lanciato sul piano nazionale, e nel cui solco ovviamente si muove l’iniziativa legislativa siciliana, rappresenta un terreno concreto per un possibile percorso comune per le forze politiche che intendono lavorare per un reale cambiamento nella società italiana.
Perchè dare ai cittadini la possibilità di eleggere i propri rappresentati nelle istituzioni è la prima imprescindibile precondizione per passare dalla democrazia del telecomando impostaci dagli stereotipi della società dei consumi ad un modello di democrazia fatto di partecipazione.
Forse è il momento di riflettere, che con il ridimensionamento dei partiti politici, introdotto in questa cosidetta II repubblica, e la loro progressiva sostituzione con veline, escort ed imprenditori dai portafogli gonfi, chi ci ha rimesso è stata forse la democrazia.