Avanti della domenica

N. 40 del 5 dicembre 2010

Conferenza nazionale degli amministratori socialisti- Rimini 4/5 dicembre 2010
Pieraldo Ciucchi - Rilanciare lo sviluppo, riformare le istituzioni
mercoledì 1 dicembre 2010

Pieraldo Ciucchi*

Riformismo istituzionale, nuova laicità, questione sociale e giustizia giusta: sono questi i cardini sui quali occorre costruire  un nuovo modello di società in grado di lasciarsi alle spalle i fallimenti della cosiddetta Seconda Repubblica.
L’irrisolta questione istituzionale ha radici nella crisi di sistema che investe l’Italia da decenni e dalla quale si può uscire solo ridando la parola al popolo, attraverso un referendum popolare consultivo sulla forma di Stato e di Governo.
Il PSI sta promuovendo in tutta Italia una campagna referendaria per abolire la legge elettorale, il cosiddetto Porcellum e la questione referendaria può rappresentare il modo per ricercare la convergenza di forze e movimenti politici che con noi, all’insegna del motto “Grande riforma e popolo”, possono sprigionare un nuovo protagonismo dei cittadini affinché tornino a battersi per una Italia bisognosa di buona politica, capace di sottrarsi all’abbraccio mortale di gruppi d’interesse, delle corporazioni, delle vuote rappresentanze professionali e di categoria. Il PSI può concorrere immettendovi il proprio bagaglio ideale e culturale per delineare una società che coniughi il valore della libertà con il senso di responsabilità ed il bisogno di giustizia sociale e che difenda tenacemente il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione.
Il pensiero politico ispirato ai valori del socialismo liberale può tornare a riaccendersi se anzitutto sapremo interpretare il compito di prospettare il campo largo in cui coniugare l’affermazione di un progetto di Nuovo Riformismo con l’azione di costruzione di una Nuova Repubblica.
Questa impostazione vale anche per la Toscana dove i socialisti sono impegnati a far ripartire lo sviluppo anche liberando il mercato e la competitività, assicurare lavoro e opportunità, garantire livelli di benessere accettabili e sicurezze per il futuro.
Sosterremo tutte quelle iniziative tese a tutelare gli utenti dei servizi pubblici e i consumatori, quella piccola e media impresa che compete sui mercati nazionali e internazionali e che costituisce la spina dorsale dell’economia e dell’occupazione regionale.
Vogliamo investire per un nuovo impegno legislativo per istituzioni più democratiche e trasparenti:
riforma della legge elettorale regionale, con l’abolizione del listino e la reintroduzione di regole che permettano agli elettori di scegliere i propri rappresentanti; abolizione legge sulle primarie; riordino delle Autorità di Garanzia con l’eliminazione e l’accorpamento per competenze delle diverse figure di Garanti creati nel tempo; utilità del Comitato regionale delle Autonomie; trasparenza, all’ anagrafe degli eletti e dei nominati, all’ open government; regolazione del conflitto d’interessi; riordino delle competenze tra livelli diversi degli enti locali secondo il principio della sussidiarietà istituzionale.
Per una burocrazia più efficiente: estendere e perfezionare il controllo di gestione anche usufruendo della valutazione da parte dei cittadini utenti; garantire, tramite commissioni indipendenti e di esperti nazionali ed internazionali, la valutazione di efficienza ed efficacia del lavoro svolto dai dirigenti degli apparati e delle aziende di derivazione regionale; semplificare le norme e le procedure.
Per un migliore mercato dei servizi: norme per la redazione dei bandi pubblici per l’affidamento dei servizi con la penalizzazione di quelle società che siano partecipate anche in forma minoritaria da associazioni di rappresentanza di interessi, sindacale e imprenditoriali; piano d’interventi per lo sviluppo della banda larga e di internet.
Passa anche da queste nostre proposte, ne siamo convinti, un’idea di Toscana che vuole investire sul mondo che verrà e non attardarsi ad inseguire modelli del passato.
*Segretario Regionale Toscana