Avanti della domenica

N. 40 del 5 dicembre 2010

Conferenza nazionale degli amministratori socialisti- Rimini 4/5 dicembre 2010
Vincenzo Maraio - Servizi ed efficienza in nome del cittadino
mercoledì 1 dicembre 2010

Vincenzo Maraio*

Con questa conferenza nazionale degli amministratori, il Partito Socialista di Nencini riconosce la giusta attenzione al variegato e complesso mondo degli enti locali, un laboratorio ed una palestra determinante per la formazione di una nuova classe dirigente.
Gli enti locali negli ultimi decenni hanno subito continue riforme, tanto da chiedere un costante aggiornamento agli amministratori, i quali devono essere sempre più pronti a confrontarsi con i cambiamenti. Si avvia con questa conferenza un nuovo percorso politico che guarda al futuro, ricollocando la politica nel giusto ruolo di interprete delle esigenze popolari per riavvicinarla al cittadino; e qui diventa determinante il ruolo degli amministratori locali, vero e proprio collante tra le comunità, i partiti e la politica.
Amministrare oggi significa creare nuovi servizi, essere efficaci ed efficienti, significa assunzione di oneri, di responsabilità in nome proprio e del partito nei confronti del cittadino, ma soprattutto richiede preparazione. Bisogna realizzare un laboratorio delle autonomie locali, una fucina di idee, progetti e iniziative, finalizzato al raggiungimento di obiettivi realizzabili. Un laboratorio che dovrà essere portatore di competenze, di know how e dovrà saper dialogare con la società civile, rendendosi interprete delle esigenze del Paese.
La crisi di questo periodo tocca con sempre maggiore vigore la vita delle persone, facendone aumentare le ansie, le incertezze e i bisogni. Le autonomie locali, proprio nei momenti di crisi, costituiscono il più importante baluardo a sostegno e difesa del cittadino. Tale funzione vitale rende incomprensibile il disimpegno finanziario del governo nazionale nei confronti degli enti locali. Il Governo Berlusconi, infatti, parla di federalismo, ma mette in ginocchio gli enti locali, imponendo in maniera indiscriminata i tagli più pesanti sui comuni virtuosi, tanto da mettere a rischio l’obiettivo di coniugare sviluppo e coesione sociale.
I Comuni e le Province sono i veri protagonisti della politica perché si confrontano quotidianamente con la gente e proprio oggi è necessario rafforzare il loro intervento pubblico a favore dei cittadini, con investimenti che possono rappresentare una leva importante per rimettere in moto l’economia. Occorre, perciò, rendere da subito il patto di stabilità più flessibile, perché solo in questo modo sarà possibile rilanciare le economie locali, sbloccando gli investimenti attraverso una revisione dei vincoli sul bilancio e fornendo ossigeno alle imprese che lavorano con gli enti locali.
Con la crisi diminuiscono le sicurezze e aumentano i bisogni di protezione, diventando ancora più importanti i servizi di tutela del cittadino, garantiti dal welfare locale che spesso è costretto a surrogare quello nazionale nei settori dell’assistenza, della sanità, dei servizi per i disabili e per gli anziani, dei servizi per l’infanzia e quelli di sostegno alla casa. Diviene indispensabile un investimento delle autonomie locali sulle politiche sociali per gli affitti, essendo l’Italia uno dei paesi europei con meno case in affitto e i costi più elevati, spesso inaccessibili ai ceti più bassi della popolazione.
Cresce la domanda di sicurezza e protezione che rende necessario un investimento che coniughi l’ordine pubblico con le problematiche sociali. Al cospetto della globalizzazione e del fenomeno crescente della immigrazione, occorre rafforzare le pratiche di integrazione, primo freno a comportamenti devianti ed a fenomeni di criminalità diffusa nelle città. Per la sicurezza ambientale occorre investire sulla prevenzione dei rischi sismici ed idrogeologici. La tutela del patrimonio naturalistico e paesaggistico rappresentano la capacità di governare il concetto di progresso. La competizione globale ormai si gioca tra diversi sistemi territoriali, che si affrontano sul terreno della innovazione e dell’investimento sul capitale umano. Per essere competitivi occorre, pertanto, un deciso investimento su cultura e conoscenza ed un irrinunciabile impegno rigoroso da parte delle autonomie locali per migliorare la qualità della pubblica amministrazione, dando priorità alla trasparenza e alla efficienza amministrativa.
In questa direzione le nuove tecnologie informatiche, insieme a strumenti concreti come l’anagrafe degli eletti, costituiscono una soluzione importante per ricostruire un rapporto fiduciario tra politica e società. Tali considerazioni mettono a nudo gli errori strategici del Governo Berlusconi, che anziché confrontarsi per concertare le iniziative con le autonomie locali, produce riforme unilaterali dagli effetti devastanti: in cambio del rimborso ICI, ad esempio, introduce il taglio del numero degli amministratori locali, alimentando l’idea che gli sprechi della cosa pubblica riguardino solo o soprattutto gli enti locali. Il loro indebolimento non trova giustificazione né in termini sociali né economici, e rischia di minare profondamente i livelli minimi sui quali il sistema paese dovrebbe basarsi. L’investimento sugli enti locali, al contrario, deve essere la priorità per ogni governo che voglia fornire risposte concrete alle comunità, ridare dignità alle istituzioni e alla politica, nonché portare velocemente l’Italia fuori dalla crisi economica.
*Assessore Comune di Salerno
Responsabile Mezzogiorno