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A livello globale, secondo i dati diffusi dalle Nazioni Unite, sei donne su dieci hanno subito una violenza psicologica o sessuale nel corso della loro vita. Da una ricerca condotta su 24 mila donne in dieci Paesi, è emerso che la violenza è stata commessa dal proprio partner con una percentuale che varia dal 15% del Giappone al 71% dell’Etiopia. Nella maggior parte dei Paesi questa percentuale varia tra il 30 e il 60%. Tra i 16 e 1 44 anni di età, la violenza è la causa principale di morte o di disabilità.
In Italia circa la metà delle donne in età 14-65 anni (10 milioni 485 mila, pari al 51,8 per cento) hanno subito nell’arco della loro vita ricatti sessuali sul lavoro o molestie in senso lato. Sono più esposte alle molestie o ai ricatti sessuali sul lavoro le donne che abitano nei centri delle aree metropolitane (64,9 per cento) e nei comuni periferici delle stesse (58 per cento). Valori sopra la media si evidenziano per le donne del Nord-Ovest (57,2 per cento) e del Nord-Est (54,3 per cento), soprattutto in Piemonte (58,9 per cento), Lombardia (56,9 per cento), Emilia-Romagna (56,3 per cento), e Liguria (55,5 per cento).
Negli ultimi tre anni sono state 3 milioni 864 mila (il 19,1 per cento del totale) le donne di 14-65 anni ad aver subito almeno una molestia o un ricatto sessuale sul lavoro. Le più colpite da questo fenomeno sono le ragazze di 14-24 anni (38,6 per cento), per le quali la probabilità di subire una molestia è doppia rispetto alla media, seguite dalle 25-34enni (29,5 per cento). I valori più alti riguardano le laureate (26,1 per cento) e le diplomate (22,3 per cento). Negli ultimi tre anni il fenomeno risulta maggiormente diffuso tra le donne del Sud (21 per cento contro 19,9 per cento del Nord-Ovest e 17,7 per cento del Nord-Est).
La differenza tra i valori rilevati sulle molestie e ricatti sessuali sul lavoro subiti nell’arco della vita (maggiormente segnalati dalle donne residenti al Nord) e negli ultimi tre anni (maggiormente subite dalle donne del Sud) può essere dovuta a diversi fattori, quali una maggiore omogeneità negli stili di vita (e quindi nell’esposizione al rischio di molestie e ricatti) tra le donne più giovani e la maggiore partecipazione delle donne del Sud al mercato del lavoro negli anni più recenti.
(Fonte Istat)