Avanti della domenica

N. 37 del 21 novembre 2010

Lettere - Luca Fantò, Enrica Rota
mercoledì 17 novembre 2010


Scuola, tagliano tutto non i soldi alle private


Ormai l’Italia è un Paese di scandali in cui non si scandalizza nessuno. Ed è così che arriva l’ennesimo schiaffo alle migliaia di precari della scuola pubblica, alle migliaia di famiglie che nella scuola pubblica credono ancora di poter educare i propri figli. In un’Italia che non trova i fondi per intervenire su un territorio disastrato il Governo è riuscito quasi a raddoppiare  i finanziamenti annuali destinati alla scuola paritaria grazie al maxiemendamento al ddl di stabilità, attraverso cui è stato deciso di portare il finanziamento da 130 fino a 245 milioni di euro. Alle proteste formali di parte dell’opposizione e di parte dei sindacati, come troppo spesso accade, seguirà una tacita rassegnazione. Rassegnazione ad una società che ormai abbandona i propri cittadini limitando sempre più i servizi, utilizzando le proprie risorse per soddisfare gli interessi di lobby più che della comunità. C’è bisogno di Socialismo in Italia, c’è bisogno di una rinnovata idea di condivisione sociale, di solidarietà sociale. Esattamente il contrario di ciò che sta accadendo.
Luca Fantò
Segretario provinciale PSI Vicenza

Finanziaria aiuti alla fede e tagli alla scienza


Proprio adesso che stiamo attraversando un periodo di crisi economica in cui tutti devono fare sacrifici; ed in seguito all’ alluvione nel Veneto che ha creato la necessità di reperire urgentemente fondi per riparare i danni; e mentre è in corso un’ inchiesta della Corte Europea sulle esenzioni dall’Ici e da altre imposte concesse dal Governo italiano alle attività (anche commerciali) della chiesa cattolica, esenzioni paragonabili ad aiuti di stato e perciò probabilmente illegali; e poco dopo gli enormi tagli fatti ai fondi destinati alle scuole statali, i cui allievi spesso devono adesso addirittura portarsi la carta igienica da casa… cosa fa il nostro governo?
Beh, nel maxi-emendamento alla Finanziaria il ministro dell’ economia Tremonti (a suo tempo geniale ideatore del diabolico meccanismo dell’otto per mille) decide di regalare alla chetichella 245 milioni di euro alle scuole cattoliche paritarie e contemporaneamente di dimezzare i fondi destinati al 5 per mille. Aiuti alla fede e tagli alla scienza insomma – come se fosse la fede quella che ci tirerà fuori dalla crisi economica.
Ma perché, ci chiediamo, in questa difficile congiuntura economica i sacrifici li devono fare tutti eccetto Santa Romana Chiesa? E come mai la sedicente tanto buona e caritatevole S.R.C. non si sogna neanche lontanamente di fare qualche piccolo sacrificio anch’essa, magari rinunciando anche soltanto temporaneamente a qualcuna delle sue numerosissime agevolazioni, se non altro per riconoscenza al Paese che da anni la mantiene a proprie spese, che oggigiorno ammontano a circa 5 miliardi di euro all’anno?
Speriamo almeno che la Corte Europea condanni l’Italia e che perciò il Vaticano sia costretto a rimborsarci, contribuendo così non poco, anche se forzatamente, alla ripresa dell’economia italiana.

Enrica Rota
*Resp. Reg. Laicità e Diritti Civili PSDI Torino