Avanti della domenica

N. 37 del 21 novembre 2010

Alessandro Russo - Il mutuo si ferma, ma a discrezione
mercoledì 17 novembre 2010

Alessandro Russo

Dopo una lunga fase di studio, dal Ministero dell’Economia finalmente arriva il via libera per la procedura riguardante la sospensione delle rate del mutuo.
Ma dAlessandro Russo – Il mutuo si ferma, ma a discrezione.
Infatti dal 15 novembre è possibile, recandosi presso la propria banca, fare formale richiesta di adesione al Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa. La sospensione consente di interrompere il pagamento delle rate per 18 mesi, fatto salvo essere in possesso dei requisiti necessari contenuti nelle linee guida del testo varato dal Ministero.
Potranno avvalersi del Fondo le famiglie in difficoltà con i pagamenti a causa della perdita del lavoro,  morte di uno dei due intestatari del mutuo o condizione di non autosufficienza a carico di un familiare. La posticipazione si può ottenere anche nel caso siano state sostenute spese mediche o di assistenza domiciliare, per interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria sull’immobile del mutuo, oppure in caso di forte aumento delle rate per i prestiti a tasso variabile.
Chi fosse in possesso dei requisiti, una volta scaricati i moduli dal sito del Dipartimento del Tesoro, dovrà inoltre certificare la propria situazione economica. L’attestazione Isee, che non dovrà essere superiore ai 30mila euro, viene rilasciata da soggetti abilitati (Caf, Comune, Inps ndr). Nella documentazione dovrà essere compresa la dichiarazione dello stato di disoccupazione, lettera di licenziamento, certificati medici o di morte, fatture attestanti spese mediche o di ristrutturazione.
La sospensione del pagamento delle rate può essere richiesta per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo di diciotto mesi nel corso dell’esecuzione del contratto.
Inoltre non ci si può avvalere del Fondo qualora sia già prevista una sospensione attivata dalla propria banca e prevista da norme di legge.
E’ infatti noto che, negli ultimi due anni, vari Istituti di credito hanno aderito a specifici protocolli d’intesa, firmati dalle imprese, enti locali e organizzazioni sindacali, che prevedono la sospensione delle rate in caso di cassa integrazione (anche quella in deroga). E nella realtà, ancora una volta di più, gli istituti di credito cooperativo sono stati quelli che per primi hanno risposto alla chiamata, non tradendo la loro linea solidale e di credito responsabile.
Per accedere al Fondo vi è un aspetto, non trascurabile, che riguarda l’attivazione della prassi e la burocrazia prevista per gli appositi protocolli interni delle banche, che in qualche modo potrebbero rallentare l’iter formale del procedimento .
Da notare che il Fondo, operando nei limiti delle risorse disponibili e sino ad esaurimento delle stesse, non preclude soluzioni differenti alle famiglie messe in difficoltà dalla crisi.
Esiste la possibilità di richiedere la sospensione del pagamento delle rate, anche nella misura di sei mesi, rivolgendosi semplicemente al proprio direttore di filiale, attestando il fatto di essere disoccupati o in cassa integrazione. Senza dimenticare che alcune banche, però, hanno posto questo aspetto a discrezione dell’Istituto stesso.
Punto di vista, quello della discrezionalità, messo in discussione dagli avvocati delle associazioni dei consumatori, alle quali ci si può rivolgere nel caso la propria banca resti improvvisamente vittima di un formalismo eccessivo e inconcludente.