Lorenzo Catraro*
I problemi posti di Marchionne (ribaditi anche da Bono A.D. della Fincantieri) sono una prova fondamentale per i partiti, dalle risposte alle sue affermazioni si vede chi è riformista e preoccupato per l’Italia e per i lavoratori e chi no.
Marchionne ha esposto fatti: la Fiat non guadagna in Italia dove la produttività cala siamo al 116° posto su 126 nel mondo e cala la competitività siamo al 21° posto in Europa su 26 paesi e non è colpa dei lavoratori, infine gli stipendi da 1200 sono bassi vorrebbe aumentarli come gli altri paesi europei, a fronte di aumenti produttività.
Marchionne è certamente un dirigente che fa il suo mestiere e l’interesse della Fiat, forse con durezza, ma con le sue affermazioni ha messo apertamente in chiaro quali sono i problemi della Fiat che sono poi quelli dell’Italia: produttività, efficienza e competitività, ed attenzione, molte ditte locali hanno gli stessi problemi e se ne sono andate in altri paesi.
Una sinistra riformista vera e non settaria deve affrontare seriamente questi problemi e per la cui soluzione occorrono profonde e non facili riforme strutturali del sistema Italia proprio per difendere il lavoro ed i lavoratori nelle sfide del mondo globalizzato, dalla Cina, dall’India e dagli altri paesi.
Mi sarei aspettato da parte della sinistra la richiesta di apertura di un confronto, invece solo demagogia da SeL, PD, IDV e quant’altri.. :la Fiat ha preso tanti soldi dall’Italia e quindi non scocci. Perfino Fini ha usato questi argomenti , nessuno che si sia posto il problema sollevato da Marchionne.
Questo mi sarei aspettato e mi aspetto, perché il mondo è cambiato, è bello destare sogni ed aspettative messianiche ma se non si trova l’accordo o soluzioni adatte sono guai e seri soprattutto per i lavoratori.
Marchionne è la prova che definisce a sinistra chi è socialista e riformista da chi non lo è: chi affronta i problemi della produttività, dell’efficienza e della competitività affronta innanzitutto i problemi dell’Italia che sono un tutt’uno con quelli delle imprese è riformista, chi canta ed inneggia alla luna no.
Solo se si è in grado di accettare la sfida ed affrontare in modo pragmatico questi crudi problemi, stabilendo i paletti e le regole, si può aspirare a governare l’Italia, altrimenti saremo sempre sconfitti. Per questo come socialisti dobbiamo lavorare su questo punto con chi ha voglia di fare.
O chi è contro lo è solo perché Berlusconi ha detto che Marchionne ha ragione ?
*Consigliere Provinciale Ancona