Massimo Carugno*
L’inserimento del nostro logo tra quelli considerati “amici” dalla formazione Finiana di Futuro e Libertà, ha animato un certo e vivace dibattito nel quale è intervenuto anche il segretario nazionale.
Al di là del “è stato un errore”, “toglietelo subito”, qualcosa d’altro si può e si deve dire.
Da quasi vent’anni stiamo vivendo una stagione che, nel cancellare la tanto deprecata prima Repubblica, ha di fatto cancellato la Politica. Nel tentativo di correggere la storture della partitocrazia si è andati oltre e sono, proprio, stati cancellati i partiti.
Con degli effetti ancora più distorsivi e nefasti di quelli che, la “maledetta” rivoluzione giustizialista del ’94, aveva pensato e creduto di reprimere e mondare.
Oggi, provenendo dalla lontana Repubblica parlamentare, ci ritroviamo in una Repubblica “personale” li dove la figura del “leader” si è talmente sovrapposta al ruolo del partito da averci fatto scadere nel cesarismo con degli effetti devastanti.
Il ruolo del leader, che prevale sul movimento politico, ha portato alla concezione che il “capo” nella sua azione politica è intoccabile, incontestabile, indisturbabile, financo: se sostituisce la tutela dei suoi interessi a quelli del paese; se tenta di modellare lo Stato ed il Parlamento “ad sua personam”; se il confronto tra istituzioni e organi costituzionali viene svilito fino all’insulto; se non contanto i problemi della gente mai i suoi personali; se parlando al Paese è solo pavoneggiarsi di quello che “ho fatto” (4 cose); se il ruolo internazionale del Paese è ridotto ad una sequela di passerelle mediatiche; se non si cura di evitare di esporre in pubblico una vita privata che non sfigurerebbe in un film di Tinto Brass salvo vantarsi di aver introdotto il reato di prostituzione.
E sia chiaro che questo non è solo colpa di Berlusconi ma ne è corresponsabile chi si è reso complice o addirittura coautore delle riforme (come quella elettorale) che hanno facilitato questa deriva. Il veltroniano Partito Democratico ne ha ben molta di strada da fare, in cura da Bersani, prima di mondarsi dei danni che l’ultimo Re di Roma gli ha provocato.
In questo marasma in cui tutte le regole e le categorie, anche di stile, ritualità e bon ton, della politica sono saltate, e dal quale si uscirà solo ripristandole, nel mentre c’è ancora chi pensa che il bipolarismo sia la ricetta miglior per gli Italiani, e che ritornare alla “politica dei partiti” sia una iattura incredibile, c’è pure chi la pensa diversamente. E allora forse bisogna anche ragionare su un altro aspetto: oltre che tra posizioni di destra e sinistra, l’asse del confronto politico può essere spostato anche tra chi ritiene che si debba tornare ad una repubblica in cui il ruolo politico è svolto dai partiti e chi ritiene il contrario.
E allora è necessario ricercare, per aprirci quantomeno un tavolo di discussione, chi, nel panorama politico attuale, sostiene e vuole realizzare uno sistema politico in cui il ruolo del leader è funzionale all’affermazione del “partito” o del programma e non in cui il ruolo del partito è funzionale solo all’affermazione del leader; in cui la politica è “discussione” sui problemi e si svolge attraverso i partiti; in cui il Parlamento sia plurale, rappresentativo e democratico eletto in maniera proprorzionale e senza squallidi trucchi elettorali per affermare un bipolarismo che altrimenti non esisterebbe; dove lo slogan “voto utile” sia una bestemmia; dove la gente torni a discutere e ritrovarsi e non ad adorare ed identificarsi nel primo “manipolatore di coscienze” che si sveglia al mattino.
Siamo alla vigilia di un grande passaggio che è quello della legge elettorale che, a seconda del sistema che viene adottato può cancellare definitivamente i partiti, il nostro compreso.
In questa ottica, così come Bocchino è stato ospite della ultima, e più importante giornata di Ferrara, i sostenitori di Futuro e Libertà, per quanto distanti da noi 3.000 anni luce sul modello di società, e sulla scala di valori che la devono regolare, forse ci sono molto più vicini sul concetto di Stato di quanto pensiamo.
*Segretario regionale Abruzzo