Avanti della domenica

N. 37 del 21 novembre 2010

Stampa e Tv - Quello che non vi hanno detto di noi
mercoledì 17 novembre 2010

Meglio l’Unesco
per gli scavi di Pompei


“La gestione degli scavi di Pompei? In considerazione di come sono andate le cose credo che debba provvedere direttamente l’Unesco”. La proposta è del coordinatore nazionale della segreteria del Partito socialista, Marco Di Lello, già assessore al Turismo della Regione Campania che così interviene nella polemica sorta dopo il crollo della casa dei gladiatori. “Pompei e patrimonio dell’Umanità - spiega Di Lello - allora dovrà essere direttamente l’Unesco, insieme all’Unione europea, a farsi carico della gestione. La mia non è una provocazione fatta constatando la disastrosa condotta del governo nazionale ma una proposta concreta e percorribile. Credo che sia l’unica soluzione - conclude Di Lello - per porre fine ad una situazione davvero inaccettabile”.

Sanità, sindaci del Lazio
inascoltati e non coinvolti


“Sul Piano Sanitario Regionale del Lazio il centrodestra, ancora una volta, si chiude a riccio e rifiuta il dialogo con tutto il consiglio regionale nonostante la disponibilità del centrosinistra”. Lo ha dichiarato in una nota il capogruppo del Psi alla Pisana Luciano Romanzi.
“La presidente Polverini perde l’occasione per fare quel salto di qualità e d’indipendenza che su tematiche cosi importanti e delicate tutti s’aspettavano - aggiunge - I sindaci, diretta espressione dei territori, continuano a non essere né ascoltati né coinvolti. Faccio appello al presidente Polverini per trovare insieme quei margini, che ancora ci sono per intervenire sulla rete ospedaliera specie quella dei comuni della provincia di Roma dove centinaia di migliaia di cittadini saranno costretti a vivere in condizioni sanitarie veramente preoccupanti.
Un Piano Sanitario che di fatto porterà anche un aumento delle tasse e non va nella direzione dai socialisti auspicata, cioè nel rispetto dei territori e nel taglio dei sprechi e privilegi”.

Non basta il bunga-bunga
agli taliani pessimisti sul futuro


“I dati diffusi dalla Nielsen sul crollo della fiducia degli italiani, più in basso ancora di quella del primo trimestre 2009, - ha commentato  ci dicono che il Paese in cui vive Berlusconi deve essere per un altro, non certo l’Italia.
Il peggioramento delle condizioni economiche, con la disoccupazione, l’instabilità politica e la debolezza della crescita hanno reso gli italiani, secondo questa ricerca, - prosegue Nencini - tra i più pessimisti tra i cittadini delle 53 nazioni prese in esame. Se un anno fa, uno su dieci non aveva denaro disponibile, oggi è uno su cinque (21%). Non avanza nulla per il risparmio né tanto meno per spendere ‘in beni e servizi se si escludono quelli strettamente necessari’. Mi pare proprio – conclude il leader socialista - che a differenza di Berlusconi gli italiani normali non abbiano alcuna possibilità, anche se ne avessero la voglia, di giocare al bunga bunga”.