Non abbiamo mai concepito il partito come azienda, ma la metafora è d’obbligo. La logica di espansione sottesa ad un’ OPA deve essere la stessa che dovrà adottare il PSI.
I cittadini a cui sarà rivolta l’offerta dovranno essere i naturali soggetti di riferimento del socialismo riformista del XXI secolo. Il nostro tempo ha chiuso definitivamente le porte alla rigida suddivisione marxista della società in classi, per lasciare il campo a una più complessa stratificazione sociale che rintraccia nella ricchezza, nel potere economico-politico le proprie fondamenta. Occorre modificare il DNA della moderna stratificazione sociale affiancando al concetto di ricchezza, quello di meritocrazia, a quello del potere economico politico, l’etica della responsabilità. Una società in cui dunque il singolo esce dal triste individualismo in cui è rinchiuso per riappropriarsi al contempo sia del suo essere pensante che del suo essere animale sociale, partecipe e protagonista della vita democratica del nostro Paese. Uno scenario, quello prefigurato, tutto da costruire, con lo strumento più antico della civiltà: la Politica quella vera fatta di passione e idealità. ll ruolo del nostro ideale è ancora quello che con una splendida metafora ci indicava Pietro Nenni: “Il socialismo è portare avanti tutti quelli che sono nati indietro”.
Dunque l’offerta pubblica di acquisto va lanciata per rintracciare proprio coloro i quali oltre la nascita continuano a vivere quella che Ligabue definirebbe “Una vita da mediano”. Un’intera generazione è costretta a non vivere il presente alla continua ricerca di un futuro che non appare all’orizzonte. Oltre il 13% dei giovani tra i 24 e 30 anni né studia, né lavora. Semplicemente è disoccupato. Occorre salvare il futuro del nostro paese, i figli di quella patria che Galileo Galilei guarderebbe attraverso il cannocchiale, ma che invece la politica continua a guardare chiosando e richiosando su Aristotele. La precarietà che colpisce principalmente le nuove generazioni non è un fenomeno che ad esse si circoscrive. Sono tanti i padri di famiglia che hanno dovuto abbandonare la propria casa alla ricerca di un sempre rinnovato CO.CO.CO. Questa è oggi la questione su cui maggiormente si è manifestata la crisi attuale.
Occorre interrogarsi quale debba essere la soluzione a quella che sarà l’emergenza dei prossimi mesi e dei prossimi anni. Su questa questione si dovrà misurare un’intera classe dirigente di ogni livello amministrativo. La logica dello scarica barile se continuerà ad essere perpetrata mostrerà ai cittadini che il grappolo è acido dalla vite.
Per noi che, del socialismo municipale da sempre ne abbiamo fatto un bussola, occorrerà pensare agli strumenti in grado di dare risposte concrete ai problemi di coloro i quali identifichiamo nel popolo degli esclusi. Da subito nelle amministrazioni locali in cui siamo presenti lavoriamo alla realizzazione di forme concrete di sostegno al reddito in grado di alleggerire il peso della precarietà. Le risorse vanno rintracciate attraverso forme innovative del rapporto pubblico-privato, mettendo a disposizione il patrimonio e le risorse degli enti locali. Questo dovrà essere la nostra pubblicità della comunicazione. Il costo della singola azione è la tessera del PSI.
Peppe Potenza
Segretario Regionale
FGS Emilia-Romagna