Avanti della domenica

N. 35 del 14 novembre 2010

Emanuele Pecheux - Si può abbattere il muro del silenzio
mercoledì 10 novembre 2010

Emanuele Pecheux

Le più recenti rilevazioni di istituti specializzati confermano quanto gli italiani si affidino al mezzo televisivo per l’informazione politica e in misura molto minore al web e ai giornali.
E’ noto che il Psi è pressoché assente da tutti i notiziari e talk show delle televisioni pubbliche e private.
Idem (salvo sporadiche eccezioni) dai grandi giornali nazionali.
E’ del tutto evidente che, nonostante dal 2008 in poi si siano levate proteste da parte dei socialisti, con denunce all’Agcom rimaste (neanche a dirlo) senza risposta, sciopero della fame di Nencini, mailbombing a giornali online, lettere inviate a direttori e anchormen televisivi, non sono intervenuti mutamenti.
Solo la ostinata resistenza (chè di questo si tratta) dei socialisti, mediante la passione e il duro lavoro quotidiano, ha evitato che il disegno che prevede la loro eliminazione fosse completato.
La dimostrazione viene da una recente rilevazione che ci descrive come Riccardo Nencini, riscuota la fiducia di un italiano su tre, al netto delle permanenti censure e oscuramenti mediatici che, inevitabilmente, sono la causa di un livello di conoscenza del leader socialista non altissimo ma che, nelle condizioni date, è più che incoraggiante.
Per induzione infatti, si può affermare che se tale livello di conoscenza degli italiani fosse, ad esempio, pari a quello di un personaggio come Antonio Di Pietro, leader di un partito che nelle intenzioni di voto non supera il 6% e frequentatore abituale di Tg e salotti televisivi, Riccardo Nencini avrebbe il medesimo indice di gradimento.
Questo dimostra da un lato quanto sia odiosa e discriminatoria la permanente pratica dell’oscuramento perpetrata dalle oligarchie dell’informazione ma dall’altro incoraggia a ritenere che si possono determinare le condizioni, continuando a resistere e a lottare con le nostre idee e la nostra buona politica, per abbattere il muro del silenzio da cui siamo circondati.