Avanti della domenica

Articoli N. 14 del 16 maggio 2010

Lettere
domenica 16 maggio 2010

Nella storia del Psi la cutlura delle riforme ha acquistato una partiocolare valenza identitaria, assai spesso fonte di contrapposizioni interne e scissioni nel partito nondimeno i contenuti della tradizione riformista meritano di essere meditati e valorizzati. Circa l’innesto tra riformismo socialista e Psi va affermata la necessità organizzativa di contenitori politci convergenti, capaci di aggregare le forze socialiste provenienti da diversi movimenti in strutture operative che abbiano un unico obiettivo: l’unità socialista. Il proliferare di tanti contenitori politici o sezioni di partito riferibili al socialismo democratico riformista potrebbe spingere i socialisti, dovunque ora si trovino, a ritornare nell’unicità del partito di Bettino Craxi. L’occasione propizia ancora uan volta viene offerta dalla base preparatoria del prossimo congresso. Si definisca una piattaforma comune per evitare divisioni interne, con l’obiettivo di spingere i dubbiosi verso chi ritiene che non si possa avere una cultura socialista senza un partito che la rappresenti. In sostanza va acclarato il principio dell’inutilità politica dell’ibrido presupposto populista che ha imbrigliato l’elettorato timido e ignaro confluito nel passato quindicennio nel Pdl, nel Pd ed in altri schieramenti di maniera. In questa situazione ogni prospettiva va valutata e discussa con chi vuole avviare una convergenza centripeta del Psi.
Manfredi Villani
Pieve Emanuele



 Compagni, vi scrivo questa mia mail, dopo il discorso del Presidente Napolitano di sabato scorso a Milano al teatro della Scala, soprattutto per quanto riguardi i continui passaggi riguardanti il presidente Pertini, con grande emozione del Presidente Napolitano e di tutti i presenti.
La nota più importante a mio modesto parere è stata l'ammirazione e l'emozione suscitata dentro di me che ho 43 anni e lo visto realmente e studiato, ma anche nei ragazzi più giovani nati dopo il suo mandato o dopo la scomparsa del Presidente.
Scusate mi ripeto ma l'emozione è stata tanta e palpabile nell' aria, come espresso dal Presidente Napolitano ricordiamo con un segno reale e tangibile la grandezza del presidente Pertini (purtroppo ricordato solo in anonime vie delle città), per quello che è stato e per i valori che ha trasmesso merita molto di più.
Il presidente Sandro Pertini, era un galan'uomo, titolo che pochi personaggi politici nella nostra. storia possono realmente fregiarsi.
Angelo Ravelli

 

 

Per Bossi jr il tricolore e' qualcosa che appartiene al passato,qualcosa di piu' di cinquant'anni fa,parole sue.
E allora che si fa?Lo rottamiamo?Lo mettiamo in quel posto dove lo avrebbe voluto suo padre?
E  no! Troppo comodo,troppo limitato e la dice lunga sul neo eletto,non per meriti propri,Bossi jr.
E riguardo al meridione che dice di non conoscere,consiglerei di parlare con i tanti meridionali,che andando a nord a lavorare hanno reso prolifico il nord,anche se la memoria di qualche leghista e' corta.
"IL FUTURO HA UN CUORE ANTICO" diceva Carlo Levi,ebreo,torinese e italiano.
Ma non vorrei scomodare troppo le meningi del neo eletto padano e non vorrei che mi rispondesse
"CARLO LEVI?E IN CHE SQUADRA GIOCA?"
Cordialmente e con amarezza
 
Massimiliano Scio' Roma