Avanti della domenica

N. 35 del 14 novembre 2010

Marco Di Lello - Dai fiumi di parole alle valanghe di fatti
mercoledì 10 novembre 2010

Marco Di Lello

La rivoluzione del buon senso non è solo lo slogan che i socialisti hanno scelto per lanciare la propria Festa del tesseramento: 100 gazebo in altrettante piazze d’Italia per superare il muro d’oblio che li circonda, far conoscere un simbolo, una storia e le proprie idee, a partire dalla prossima campagna “la sobrietà è di rigore”. E’ anche e sopratutto un auspicio per guarire un’Italia malata.
Un’Italia che sceglie di appassionarsi al delitto di Avetrana o alle performance di Ruby o alle tattiche dei team di Formula 1, che chiude gli occhi dinanzi l’alluvione nel Veneto, che non vuol sentir parlare di morti, disgrazie e problemi insoluti ed è, nel contempo, sempre più nauseata dalla propria classe politica.
Un’Italia che sembra aver perduto la bussola ed a volte, sempre più spesso, anche il buon senso.
Ridare dignità alla politica, offrire speranza al paese è l’obiettivo, straordinariamente ambizioso, che il nostro Partito si è dato, non perché malato anch’esso, magari di megalomania, ma perché consapevole che una piccola formazione politica ha un senso solo se capace di pensare in grande.
Il rischio, mortale, dell’autoreferenzialità, è per noi, sempre in agguato: la sinistra del fare, quella pensata a Perugia ed a cui abbiamo dedicata la Festa di Ferrara, comincia, per noi, questo week end del 13 e 14 novembre.
Due giorni in cui i socialisti si riprendono uno spazio fisico, tornano nelle piazze e nelle strade delle nostre città per offrire idee, proposte e sopratutto fare.
Lo sportello dei cittadini, SoS diritti, sarà un primo concreto esempio del fare solidarietà che i socialisti regaleranno ai cittadini meno abbienti e sempre più oppressi da una pubblica amministrazione forte solo con i più deboli.
La conferenza degli amministratori socialisti del 4 e 5 dicembre sarà il luogo per presentare le nostre “buone pratiche” le best practice frutto del lavoro quotidiano di migliaia di consiglieri ed assessori socialisti negli enti locali e nelle regioni italiane.
La raccolta firme che lanceremo su referendum e proposte di legge rappresenterà il nostro modo di fare politica concretamente anche fuori dal Parlamento.
Il congresso internazionale che terremo a gennaio a Gerusalemme, con il contributo di parlamentari ed intellettuali israeliani e palestinesi, un basolato che poseremo sulla lunga e faticosa costruzione della strada del dialogo e della pace in Medioriente.
Berlusconi ha vinto tutte le elezioni sulla base dei (presunti) risultati del cosiddetto governo del fare: il centrosinistra le ha perse per le tante (troppe) promesse non mantenute. Ora che le montagne di rifiuti a Napoli, quelle delle macerie ancora giacenti a L’Aquila, le telefonate e le pressioni del caso Ruby, le ruberie della cricca, la straordinaria litigiosità del centrodestra e l’immobilisimo del governo hanno svelato le tante bugie del premier ritorna per noi, per noi socialisti e per il centrosinistra, l’opportunità di tornare ad essere credibili.
Per riavere la fiducia negata dagli italiani dobbiamo mostrarci una coalizione forte e coesa e sopratutto passare dai fiumi di parole alla valanga dei fatti: è questa la vera rivoluzione da offrire al Paese.
Il 13 ed il 14 novembre noi socialisti cominciamo a dare, anzi a fare, la nostra parte.