Luigi Iorio
Ormai un nuovo mondo è davanti a noi, “il sogno dogmatico della perfezione del mercato” è svanito. Il voler far arretrare la politica in favore delle regole scellerate del mercato ha fallito. Gli effetti nefasti si percepiscono soprattutto in Grecia, Portogallo, Inghilterra, Spagna ed in quasi tutta Europa. Mai come ora si sente la necessità della politica, ma soprattutto, di quella Unione europea troppo spesso sottovalutata dalle destre europee, che vedevano in essa solo un insieme di burocrazie capaci di insidiare gli interessi e le lobby nazionali. Per invertire la rotta e far decrescere la crisi e rilanciare il nostro continente, dobbiamo ridisegnare una nuova idea di Europa.
Negli Stati Uniti Obama, in un periodo di crisi aggredisce la crisi cercando di ridistribuire ricchezza e ponendo in essere riforme strutturali, che interessano temi come innovazione e ricerca. Molte nazioni europee invece, governate dalle destre credono che la migliore ricetta alla crisi economica sia l’austerità ed i tagli,che purtroppo ridurranno senza lavoro milioni di persone. Il nostro governo taglierà infatti, 24 miliardi di euro in due anni. Questa non è la via per uscire dalla crisi. Al contrario è la via per cominciarne un’altra, di crisi.
Governi di destra, conservatori e liberali in tutta Europa premono sull’idea che sia utile azzerare la spesa pubblica. Potremmo fare un parallelismo con il passato. Questo accadde già negli anni trenta quando gli Stati Uniti riuscirono ad uscire dalla crisi grazie al new deal, mentre in Europa le paure la crisi economica post bellica fecero sorgere regimi quali fascismo e nazismo. L’Europa ha bisogno di più solidarietà intesa come: più opportunità di lavoro per nuove generazioni sempre più ai margini di un mercato deregolamentato; di maggiore distribuzione della ricchezza tra le fasce di reddito meno abbienti in quanto la crisi ha accentuato le disuguagliane sociali in Italia come in Europa, e soprattutto di maggiore integrazione per tutti i suoi cittadini. Inoltre il Vecchio Continente ha bisogno finalmente di più innovazione puntando su tecnologie ambientali, sulle fonti energetiche alternative, sulla ricerca medica, a iniziare da quella sulle staminali.
Dalle crisi a volte si può uscire con clamorosi cambiamenti e miglioramenti per la società, basta che la politica dia giusti orientamenti. Più forte sarà l’Europa e meno forze politiche come la Lega ed altri partiti europei xenofobi e nazionalisti potranno incidere, sulle paure e sulle ansie dei popoli che sentendosi socialmente ed economicamente precari si fanno sedurre da populismo e demagogia.
Se l’Europa riuscirà a riappropriarsi del primato della politica, superando le appartenenze e le logiche nazionali potrà davvero migliorare l’attuale situazione, in termini economici e sociali per essere competitiva nei confronti delle nuove economie mondiali Cina ed India su tutte.