Avanti della domenica

N. 34 del 7 novembre 2010

Il congresso di Chianciano Terme
Gerardo Labellarte - Con i Radicali contro il degrado delle istituzioni
giovedì 4 novembre 2010

Gerardo Labellarte

Il pendolo dei rapporti tra socialisti e radicali oscilla decisamente verso il sereno. Lo dimostrano la calorosa accoglienza riservata a Riccardo Nencini e alla delegazione socialista dal congresso radicale tenutosi nei giorni scorsi a Chianciano terme e la esplicita citazione nel documento finale dell’importanza del rapporto con PSI e Verdi.
Così come la decisione di Nencini, annunciata proprio durante i lavori congressuali, di iscriversi al PR, in segno di solidarietà con le battaglie di Marco Pannella e dei radicali sullo scandalo della situazione carceraria e sulla condanna a morte di Tarek Aziz.
Aldilà delle cortesie per gli ospiti, che comunque hanno sempre un significato politico anche alla luce delle scortesie riservate di recente dalla sala di SEL, il dibattito in casa radicale fornisce una serie di punti utili per una discussione comune. Rimane ferma la comune sensibilità per i temi della laicità e dei diritti civili, che caratterizzarono il periodo della Rosa nel Pugno, e sui quali non bisogna assolutamente abbassare la guardia, vista anche la scarsa attenzione di tutte le forze politiche al tema. Tuttavia, in casa radicale come in casa socialista, emerge, ancora più centrale il tema della dignità e funzionalità delle istituzioni. E’ una solenne sciocchezza ritenere questo tema secondario. Non c’è nessuna possibilità di uscire dalla crisi economica, di rilanciare il nostro sistema produttivo, di adeguare scuola e università alle necessità dei tempi, insomma di innovare il Paese, senza intervenire con vigore e con coraggio sul degrado delle nostre istituzioni.
E’ un terreno sul quale il centro destra ha clamorosamente fallito fino a condurci alle sconcezze di questi giorni, che non riguardano la vita privata di questo o di quella ma che rivelano che la quotidiana violazione delle regole è divenuta regola essa stessa.
Emma Bonino, nel suo eccellente intervento, ha detto di non essere disponibile a cedere alla rassegnazione generale che è oggi il sentimento dominante nel Paese. Noi socialisti condividiamo l’assoluta necessità di questa reazione e riteniamo che il momento sia giunto. Occorre costruire, con Radicali, Verdi e con chi vorrà fornire un contributo di idee e proposte, un ventaglio di iniziative, quali quelle già enunciate sulla limitazione dei costi della politica, sulla compressione delle spese militari a vantaggio della spesa sociale, sulla difesa dell’istruzione e della ricerca.
Non si tratta di costruire una nuova Rosa nel Pugno, ma di proporre al Paese un laboratorio, “una cabina di regia riformista” come l’ha chiamata Nencini, che stimoli e solleciti i tanti riformisti presenti nel PD come in altre forze politiche e che soprattutto possa dare un contributo alla costruzione dell’Italia del futuro.