Avanti della domenica

N. 33 del 31 ottobre 2010

Lettere
mercoledì 27 ottobre 2010


Sosteniamo il nostro giornale

Sono da molto tempo iscritto al P.S.I., e mai ad altri partiti. Credo ai fini che si è proposto storicamente ed attualmente, anche se altri ora, pensano di percorrere tale strada, ma non ci riescono.
Alcuni a destra altri a manca, ma è solo surrogato politichese, demagogia e falsità. Inorridisco nel sapere che, con la mitica testata del nostro giornale, altri desiderano fare i propri interessi. Le autorità preposte dovrebbero immediatamente intervenire perchè questo non accada.
Mi risulta che tutti i giornali prendono contributi dallo stato italiano, quindi anche dalle mie tasse, a sostentamento dei loro bilanci.
Io sono tra quelli che pensano, credono e desiderano che ogni associazione, religione, partito ed altre nulla escluso od eccettuato, devono autofinanziarsi.
Ogni iscritto, simpatizzante o sostenitore, dovrebbe, secondo le proprie possibilità contribuire al sostentamento, perchè in tal senso, questo giornale rappresenta la divulgazione anche delle proprie idee, i sentimenti e gli interessi dei più umili che non hanno le possibilità.
Il Partito Socialista, ha sempre rappresentato, combattuto a favore dei più deboli della società umana, oggi in Italia non sappiamo chi asssolve a questo compito.
Noi dobbiamo riprendere il ruolo che ci compete dalla fine dell’ 800. Non voglio essere preso come un vecchio nostalgico, ma solo un libero esaminatore della realtà.

Raffaello Biagiotti - Montepulciano

Signor Cota,  esageruma nen!

C’è questo da dire dei cattolici – che hanno la mania di convertire oppure, se non ci riescono, almeno di obbligare la gente a comportarsi come vogliono loro.  Amano ficcanasare negli affari altrui, credono di poter giudicare chi non la pensa come loro, si sentono autorizzati a dare consigli anche a chi non li vuole e, insomma, gli affaracci loro non se li fanno mai.
Così, ad esempio, il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha annunciato ieri (tra il plauso del mondo cattolico) che intende formare gruppi di volontari antiabortisti che vadano nei consultori e negli ospedali a rompere le scatole alle donne che intendono abortire e a cercare di dissuaderle.  Come se di questi pii e laboriosissimi baciapile non ce ne fossero in giro già abbastanza. E afferma (sempre il Sig. Cota) che si batterà contro la legge 194, che tra l’altro è una delle poche leggi in Italia che funzionano bene.
Senza entrare qui in disquisizioni su argomenti quali vita/non vita, diritti delle donne ecc. (e ci sarebbero molte cose da dire, che sarebbero tutte l’esatto opposto delle sacre idee dei cattolici) vorrei soltanto ricordare questo alle donne italiane, e in particolare alle piemontesi: la Francia è vicina, e lo è anche la Svizzera!

Enrica Rota - Laicità e Diritti Civili PSDI Torino


L’eredità del governo Berlusconi

Cari compagni “Vale ancora la pena di vivere in Italia?”. Questo era il sottotitolo di un libro di Enzo Biagi, “Il Bel Paese”, scritto nel 1982. E la domanda è ancora attuale oggi più che mai. Il Bel Paese ha la febbre e misurarla è impossibile, perché il termometro è rotto oppure è falsato. Sì, perché accanto ai dati allarmanti, sul lavoro che non c’è, sulle discariche più o meno abusive, sulla violenza sempre meno latente, altri sfoderano i dati dell’ottimismo a tutti i costi, del “tutto va ben madama la marchesa”.
E l’uomo che dovrebbe governare questo Paese dov’è? Qualcuno l’ha visto o sentito? Ha subito un intervento chirurgico alla mano e siamo ben contenti, che l’operazione sia riuscita. Siamo anche un po’ arrabbiati, perché invece di fare gli interessi dell’Italia, Silvio Berlusconi ha fatto i propri affari.
Non è invidia. Non c’interessano le ville o le società off shore a lui legate. Ma che abbia speso il tempo che doveva spendere per risollevare le sorti itlaiane, per combinare affari in Italia e all’estero, questo se permettete c’indigna e molto. Da ultima esce fuori, che a lui sarebbe legato un altro gioello dell’off shore: il Gran Hotel di via Veneto a Roma,che rischia il sequestro. Sfortunata la sorte di quell’immobile. Appartenuto per un po’ al faccendiere Coppola, che poi dovette risarcire i soci. Affari e malaffare si fondono nel Bel Paese. Questo lascia in eredità il Governo. Insieme a molte chiacchiere. E una voragine di problemi irrisolti.

Massimiliano Sciò - Roma


Un volantino con le nostre ragioni

A fronte della situazione politica attuale con problematiche di non poco conto all’interno del Pd e del Pdl e con il crescere del malcontento generale, talvolta gestito da scellerati istigatori alla violenza e non (Grillo e Di Pietro) riteniamo questo un momento propizio per risollevare le sorti del Psi. Consci delle nostre difficoltà (no giornali, no tv) che non devono però essere un alibi per fare nulla decidiamo di stilare un volantino in cui campeggia il simbolo del partito bello e grande e sintetizziamo in un max di 10 righe quelli che da sempre sono i nostri impegni: lavoro, sanità, scuola pubblica e laicità. Inizieremo così il giro dei mercati nei principali comuni della provincia.

Gianpaolo Maffeo - v.seg. fed. Cuneo

I socialisti Pdl facciano gruppo a sé


Quand’è che i patramentari che si dichiarano liberal-socialisti avranno il coraggio di fare gruppo? Credo che il presidente Fini abbia rotto gli indugi constatando che nel Pdl il vecchio raggruppamento di An si stava lentamente consumando come organizzazione e come capacità di mantenere e raccogliere nuovi consensi. Ora che l’era berlusconiana lentamente ma inesorabilmente passerà alla storia, il problema spetta al gruppo dell’area liberal socialistra, per evitare ulteriori divisioni quando il Cavaliere Berlusconi deciderà di passare al altre attività. Pensare al futuro significa raccogliere la bandiera, i valori, la storia e non dire solamente io sono socialista.

Giuliano Ciappini – Cassano d’Adda (MI)