I“giovani cervelli” italiani cercano sempre più la propria fortuna ed il proprio futuro all’estero.
Questo era l’inciso, con il quale giorni fa, si apriva un articolo sulla nota rivista americana “Time”. L’articolo raccontava le spiacevoli storie di giovani italiani con elevate competenze e specificità “ in fuga” dalla propria terra per trovare maggior fortuna all’estero, alcuni addirittura in Cina ed in Dubai. Architetti, manager, ricercatori molti dei quali obbligati ad abbandonare i propri affetti pur di trovare una collocazione stabile nel mondo del lavoro. Sempre “Time”, evidenziava, come nel nostro Paese, soltanto un laureato su 25, riesce a trovare lavoro. L’Italia si dimostra ancora una volta agli occhi del mondo: un Paese nel quale la parola merito, soprattutto in campo lavorativo, è sopraffatta dalla parola clientelismo. Ci troviamo sempre più dinnanzi ad una nuova forma di emigrazione. Anni addietro, emigravano solo contadini e disoccupati, ora invece a partire sono giovani altamente qualificati che non riescono a trovare un’occupazione adeguata in Italia, dove l’ascensore sociale bloccato non permette un libero ingresso nel mondo del lavoro, il tutto acuito da lobby e corporazioni – come quelle di notai, avvocati, commercialisti - che permettono l’accesso al mondo del lavoro soltanto ai figli dei figli, per discendenza diretta. L’allarme è stato già lanciato mesi fa del direttore della Luiss, Pier Luigi Celli che scrisse una lettera, indirizzata al figlio, poi pubblicata da Repubblica, nella quale descriveva l’Italia come un Paese “in cui un giovane non può vivere troppo a lungo”, in quanto carente di prospettive. Mi chiedo quanto ancora la politica continuerà ad assistere inerme a questo scempio sociale. Sarebbe opportuno che, l’attuale maggioranza prestasse più attenzione a fenomeni socio-economici come quelli del merito, del lavoro, della formazione, anziché fossilizzarsi da mesi sul lodo Alfano e la conseguente impunità preventiva per il Premier. Non sono giustizialista e per quanto mi riguarda Berlusconi può anche beneficiare del Lodo Alfano. Non mi interessa per nulla, ma la cosa che mi sta più a cuore è una intera generazione di sfruttati, sottopagati e precari che ancora non hanno una prospettiva, un futuro.
Luigi Iorio