Avanti della domenica

N. 32 del 24 ottobre 2010

FGS, il futuro socialista
Luigi Iorio - Omofobia e scandalismo
martedì 19 ottobre 2010

“Non hai detto di esser gay, ecco perché non puoi guidare l’Idv in Toscana”, questo è l’anatema scritto da “Enrico di Pisa” pseudonimo di un presunto tesserato dell’Italia dei valori, sul sito “il tribuno.it” nei confronti del candidato alla segreteria regionale dei dipietristi Alessandro Cresci.
In pratica nello squallido commento, si imputava al candidato alla segreteria regionale, di non aver dichiarato fino a quel momento di essere gay, ecco il motivo per il quale dovrebbe a tutt’oggi desistere dal candidarsi a segretario del partito.
Il famigerato Enrico, inoltre affermava nel suo commento, che proprio a causa  di questo mancato outing, Cresci è inadeguato a ricoprire la carica di segretario, poiché se eletto, potrebbe risultare inaffidabile e ricattabile.
La vicenda merita risalto non tanto per l’episodio in sé, spiacevole, ma per come la società italiana e l’Italia, a differenza di tante altre democrazie europee, su temi quali i diritti civili ed individuali si scandalizzi così tanto e monti un caso mediatico.
La libertà nel poter affermare il proprio orientamento sessuale, ormai non è più un disvalore nella nostra società. L’omossesualità riguarda la sfera personale dell’individuo e può tranquillamente essere manifestata; essa è contestata solo da sparute minoranze omofobe. D’altra parte basta notare il boom mediatico che la notizia ha scatenato quasi inutilmente.
Giornali, tv, dichiarazioni di stima e di sostegno da tutto il mondo politico ecc ecc, insomma credo che non ci dovremmo poi tanto stupire, né di cosa c’è da solidarizzare con Cresci, al quale va dato solo un “in bocca al lupo” per la imminente battaglia congressuale.
Ci vorrebbe soltanto un buon analista per chi scrive certe cose, alle quali non si dovrebbe nemmeno dare tanto peso e visibilità.
Fino a quando continueremo a mostrarci deboli, a stupirci davanti ad esternazioni estemporanee ed omofobe, non saremo in grado di dimostrare il progresso sociale e civile avvenuto negli anni nel nostro Paese, restando tutti inesorabilmente fermi al passato.
Luigi Iorio