Difendo l’Avanti!
No, alle sottomarche
Sono a testimoniare la mia personale solidarietà con il Psi per l’appello lanciato in difesa del vero quotidiano socialista contro quello apocrifo. Sono stato formato sul vecchio quoitidiano socialista che ho seguito con passione dal 1971 al 1989 come lettore e fra il 1975 e il 1984 anche come collaboratore. La collaborazione è diventata, fra l’altro, parte integrante della mia documentazione nel 1980 per conseguire l’iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti a cui sono rimasto iscritto fino al 1989 per poi passare all’elenco praticanti e quindi a quello dei professionisti. Direttori come Arfè, Vittorelli, Intini, Villetti, non li scambio certo con le sottomarche della brutta politica degli ex-socialisti passati a destra. Difendiamo la memoria dello storico quotidiano socialista difendiamo anche la nostra memoria collettiva del Psi fino alla sua tragedia e alla non certo facile, né certa, resurrezione.
Pietro Caruso – Forlì
Morti bianche,
quante responsabilità
Con riferimento all’articolo di Enzo Ceremigna, sulle cosiddette morti bianche, vorrei dire che bisogna tener conto della responsabilità degli Uffici preposti al controllo, impalcature, dispositivi di sicurezza per gli addetti ai lavori. Ma chi controlla il controllore? A cosa è servito la soppressione degli Ispettorati? Per la nomina come coordinatore per la sicurezza, il requisito essenziale è l’aver partecipato ai corsi, vi sembra sufficiente? I criteri di conferimento incarichi, chi li controlla? Altro che morti bianche!
Renate Di Giorgio
Le sue osservazioni sono giuste e sicuramente comprese in quelle sinteticamente denunciate nella mia nota di commento alle statistiche sulle morti sul lavoro. Le specifiche e diversificate cause delle ‘morti bianche’ sono infatti molteplici e non esauribili in un commento forzatamente contenuto.
E. C.