Avanti della domenica

N. 31 del 17 ottobre 2010

Breve - Difendere la scuola pubblica
mercoledì 13 ottobre 2010

Difendere la scuola pubblica

La scuola pubblica è un prezioso patrimonio per il futuro del Paese ed è uno degli ultimi baluardi di democrazia presenti in Italia. La diminuzione delle spese voluta dal Governo non è altro che una serie di tagli per 8 miliardi di fondi e di oltre 84mila docenti e 43mila ATA senza contare la restrizione del monte ore complessivo di studio (eliminati corsi bilingue al classico e allo scientifico, eliminato il Piano Nazionale Informatico, sparito quasi del tutto il latino in alcuni indirizzi di studio, ridimensionate alcune delle materie di indirizzo all’artistico). La cosiddetta “riforma” della scuola italiana risulta essere solo una drastica riduzione dell’offerta formativa e delle risorse umane, in un Paese che investe meno di tutti in Europa nel diritto allo studio. Il non investire nella scuola pubblica significa abbassare la qualità dell’istruzione (chi potrà permetterselo si rivolgerà alla scuola privata o all’estero!), portando a diminuire l’accesso ai saperi che sono il fondamento delle nostre coscienze, sono costituzionalmente garantiti e conquistati al prezzo di dure lotte.

Luigi Giordani - Venezia