Pieraldo Ciucchi*
È inevitabile che quando una società non è percorsa da momenti di tensione civile per il raggiungimento di grandi traguardi, come è accaduto nell’ultimo scorcio di vita nazionale, si risveglia l’Italia dei sinonimi e dei contrari, si rianima cioè la politica che ama vivere il Palazzo o nelle piazze.
Ha vinto l’Italia dei sinonimi.
Il sistema politico decapitato agli inizi degli anni ’90 non ha generato partiti e idee-forza che potessero reggere l’urto del passaggio dalla democrazia fragile dello “stare insieme” alla democrazia forte dell’alternativa.
Ha prevalso l’Italia dei sinonimi, delle ambiguità linguistiche e delle confusioni concettuali sull’Italia dei contrari, dei limpidi conflitti democratici e sull’Italia dei realistici progetti di alternativa.
Non sappiamo quanto potrà durare questa situazione, ma sappiamo con certezza che essa durerà finché il popolo non troverà da solo la forza di svegliarsi dal sonno della ragione.
Il PSI ha il dovere di offrire all’Italia una possibilità di risollevarsi, dando vita ad una formazione politica e ad una forza elettorale che tragga i propri valori e l’ispirazione delle proprie azioni dal tessuto culturale e ideale delle espressioni democratiche, socialiste, liberali e radicali italiane affinché tornino a prendere l’iniziativa di costruire un nuovo progetto per l’Italia, per una nuova democrazia economica, politica e dell’informazione.
Il PSI non può rimanere fermo aspettando la prima occasione elettorale per tornare in Parlamento, ben che vada, con la rappresentanza di una mano nella lista di un altro Partito; ciò significherebbe esaurire il suo nuovo inizio e spegnere la flebile luce che ancora è rimasta.
Dobbiamo dare seguito all’impegno assunto nel nostro Congresso di Perugia di presentarci con la nostra lista o in alleanza con le forze che si trovano nelle stesse nostre condizioni di ineleggibilità per riprendere un’iniziativa autonoma che solo il superamento dlla soglia di sbarramento del 2% può restituirci.
È imperativo mettere subito in campo due proposte che marchino il segno forte della nostra volontà e della nostra determinazione a resistere per rilanciare una battaglia socialista che si sviluppi anche attraverso l’utilizzo di un modo nuovo e di nuovi strumenti comunicativi per arrivare alla gente, impegnandovi le poche risorse finanziarie disponibili:
1) Proposta di legge elettorale che faccia capire che si vuole rimanere autonomi e che non vogliamo imbucarci;
2) Difesa del patrimonio ideale del PSI perché è fondamentale dimostrare, a partire dalla difesa dell’Avanti!, che il PSI lo si vuol far vivere.
Abbiamo il dovere di evitare un ulteriore svuotamento della dirigenza, a tutti i livelli, anche perché, a differenza del recente passato, si tratterebbe di uno svuotamento definitivo.
È fondamentale che quanti si definiscono ancora socialisti non debbano guardare al PSI come ad un’anima morta! Occorre porre subito le basi per una grande “Convenzione delle forze democratiche, socialiste, liberali, radicali” aperta alle Associazioni, agli animatori di Fondazioni, ai giornali e alle riviste tradizionali e online, agli intellettuali per preparare una forza elettorale che ambisca a raccogliere un vasto consenso, per diventare protagonisti e archiviare quello che passerà alla storia come “il ventennio perduto”.
*Segretario Regionale PSI
della Toscana