Avanti della domenica

N. 31 del 17 ottobre 2010

Il paradossale caso Lavitola e la storia del quotidiano del Psi
Bobo Craxi - Rivogliamo il vero Avanti!
mercoledì 13 ottobre 2010

(foto Andrea Nesi)

 

Bobo Craxi

Il caso paradossale del risuscitato Avanti! appare uscire proprio dal circuito maledetto del passato che non passa e che sembra voler impedire che i vivi possano vivere miglior vita.
Ma qual’è la storia vera de L’Avanti! apocrifo, oggi assurto alle cronache come un foglio degno dei più ripugnanti bollettini della controinformazione a scopo intimidatorio?
E’ stata doverosa la reazione di molti socialisti, offesi per essere assurti agli onori di una cronaca che più che cronaca sembrava una “spy story”.
Il fatto ha rinverdito memorie dimenticate, sì perché che fine aveva fatto l’Avanti!? e perché è finito nelle mani scellerate di Lavitola?
La storia è vecchia, val la pena di essere raccontata nei suoi particolari conosciuti e non, L’Avanti! apocrifo non nasce in uno squallido tentativo di svendita a basso costo della storia socialista, anche se gli esiti finali lo hanno fatto pensare, ma ha una storia gravida anche di quarti di nobiltà, figlia della temperie politica della dissoluzione del PSI alla quale sono seguite innumerevoli divisioni.

Proprio perché quel passato sta alle nostre spalle e si deve costruire un futuro migliore è bene ricostruire quel pezzo di storia politica socialista.
A metà del 1992, si era agli albori dell’operazione Mani Pulite, il segretario del Psi, Bettino Craxi, preoccupato per l’avanzare delle inchieste e desideroso di conoscere lo stato di salute finanziaria del partito convocò l’allora amministratore Balsamo al fine di essere messo a conoscenza dei conti della testata Avanti!. La pachidermica e costosa organizzazione del quotidiano, il vasto personale, gli esosi compensi dei direttori e dei collaboratori, le spese elettorali dei dirigenti caricati sul bilancio del quotidiano, lo avevano fatto sprofondare alla soglia dei venti miliardi di debiti.
Il debito, dopo le dimissioni di Craxi, passò di mano nel 1993 alla gestione Del Turco, che dovette o volle arrendersi cessando le pubblicazioni, non senza difficoltà per la complessa vicenda della chiusura dell’azienda e della liquidazione dei suoi dipendenti.
Due furbi napoletani (De Gregorio e Lavitola) in assenza della pubblicazione per oltre tre anni della testata ne approfittarono per depositarla ad un Tribunale compiacente e cercarono di avviarne le pubblicazioni di nuovo.
A quel punto però però mancava la “copertura” politica.
Allontanato di fatto dalla vita politica del Paese, sistematicamente censurato in patria dai megafoni del “nouveau règime”, a Bettino Craxi non parve vero di poter utilizzare un foglio semi-clandestino, nobilitato dal nome dell’antica testata ed utile per le sue ultime invettive, per i consigli non richiesti, per una battaglia politica disperata opposta alla falsa rivoluzione imperante. Fummo un gruppo di compagni ed amici a sviluppare gli aspetti pratici per ottenere i finanziamenti dedicati all’editoria politica, si organizzò una cooperativa editoriale di gestione della testata, fu messo alla direzione della stessa un vecchio giornalista dell’Avanti! l’attuale onorevole Giancarlo Lehner, più avanti sostituito da Beppe Scanni.
Vi scrivevano più o meno tutte le firme politiche appartenenti all’antico gruppo dirigente PSI, quello non vendutosi al miglior offerente della seconda repubblica.
Craxi firmava i suoi elzeviri non più come Ghino di Tacco ma con un nuovo nom de plume Edmond Dantes, il celeberrimo conte di Montecristo desideroso di organizzare il proprio rientro per consumare le doverose vendette.
Di fatto L’Avanti!, organo libero divenne non soltanto una tribuna dei socialisti senza partito, ma anche una fucina di idee e battaglie coerenti con l’antica tradizione e ancorate alla contestazione moderna del falso bipolarismo e della falsa rivoluzione italiana.
Si sforzava di invocare l’unità di tutte le organizzazioni socialiste, tenne vivo l’auspicio di una ricomposizione e di una soluzione politica del “Caso C.”, auspicando il ritorno ad una normalità politica.
Tuttavia, Aprofittando del sopraggiunto stato di malattia di Craxi, Lavitola incomincia a puntare lo scafo del suo L’Avanti! in direzione di un più netto servilismo nei confronti di Berlusconi.
Nel frattempo il giovane napoletano concordò con gli editori del vero Avanti! un patto di non belligeranza, lo SDI di Boselli editava un edizione settimanale dell’ Avanti! della domenica consentendo la vita de L’Avanti! apocrifo, quest’ultima fu anche tema nella visita che l’allora segretario dello Sdi fece a Bettino Craxi in esilio.
La cosa fu notata dal vecchio “leone in esilio” che si riprometteva di aggiustare definitivamente l’assetto proprietario del giornale assegnandolo in mani più sicure ed affidabili, ma non ne ebbe il tempo.
Ad una sola settimana di distanza dalla sua scomparsa i membri del Consiglio di Amministrazione della cooperativa che gestiva L’Avanti! (fra cui chi scrive) furono defenestrati in un men che non si dica, il giornale divenne a poco a poco un foglio di obbedienza berlusconiana con il mandato di incursione nei fatti della diaspora socialista a scopo di impedire qualsiasi ricostruzione di una casa comune dei socialisti.
Quando, dopo aver dato vita al Nuovo PSI, inserimmo nell’accordo politico con Berlusconi , nel 2001, una clausola di restituzione della testata, egli acconsentì, ma chiaramente era una parola che non intendeva mantenere sapendo che ogni punto di coagulo e di raccolta socialista, compreso L’Avanti!, avrebbe ben presto mostrato segni di insubordinazione al pensiero unico preferendo mantenere il più malleabile e rampante Lavitola sotto la sua ala protettrice.
Il resto è storia, ed è una storia triste perché quello non solo era il foglio politico che rappresentava nell’immaginario una grande tradizione politica, ma era anche nella sua storia più recente il più nobile contributo politico che poteva dare Craxi dal suo esilio quando rimasto senza voce si affidava alle pubblicazioni di questo rinato samizdat socialista.
Noi dobbiamo fare e faremo di tutto per riaverlo o per rieditare un Avanti! vero che cancelli quello di Santa Lucia anche per evitare che una tragedia finisca in farsa.