Per le riforme un governo di salute pubblica
“L’esigenza di riformare profondamente le istituzioni del Paese, come dice il leader dell’Udc, è tanto reale quanto urgente ed è un errore liquidare frettolosamente la questione”. E’ quanto ha affermato il 10 maggio il segretario del Psi, Riccardo Nencini.“Di fronte alla ragionevole proposta di un governo di ‘salute pubblica’, - continua - la chiusura del Pdl e le reazioni più o meno negative del Pd, sono scontate. Cionondimeno il problema esiste e nessuno crede oggi che l’attuale maggioranza sia in grado di fare più del molto poco che fa, mentre tutti sanno che anche un cambio di maggioranza non produrrebbe mai le condizioni indispensabili per le riforme che servono. I socialisti – conclude Nencini - restano dell’idea che la strada migliore sia quella di un’Assemblea costituente da eleggere col sistema proporzionale, che accompagni la legislatura al termine, e possa finalmente avviare la nascita della terza repubblica”.
La Lega mediti sulle parole di Napolitano
“Le parole del Capo dello Stato, che rispecchiano alla perfezione i sentimenti della stragrande maggioranza degli italiani, meritano il plauso di tutte le forze politiche”. E’ il commento di Riccardo Nencini.“Napolitano – prosegue - interpreta la sua funzione nel modo più alto ed equilibrato. Sarebbe bello se anche la Lega meditasse sulle sue parole per rinunciare definitivamente alla difesa di piccoli egoismi locali a favore degli interessi generali del Paese. Proprio la crisi di questi giorni – conclude Nencini - dovrebbe ricordare a tutti che anche le aree più ricche dell’Europa sono dei miseri nanetti economici e politici non solo di fronte agli interessi strategici delle superpotenze, ma perfino alla speculazione finanziaria.
Sciopero della fame in Albania
Crescono le proteste dell'opposizione in Albania. Mentre al centro di Tirana, di fronte alla sede del governo, cintinua lo sciopero della fame indetto da 22 deputati socialisti e altri 180 loro sostenitori fin dal primo maggio per chiedere un'inchiesta parlamentare sulle contestate elezioni dello scorso giugno ed il riconteggio dei voti, gruppi di manifestanti hanno bloccato, l’11 maggio per circa 30 minuti, le principali strade nazionali, da nord a sud, rimanendo seduti o sdraiati per terra. La polizia ha tentato di sgombrare le strade, e non sono mancate tensioni, come all'entrata di Tirana, dove agenti in tenuta antisommossa hanno fatto uso anche dei manganelli. L'opposizione guidata dal sindaco di Tirana Edi Rama ha annunciato di voler allargare la sua protesta senza ''fare retromarcia''. La maggioranza invece ritiene che le richieste dell'opposizione siano ''in violazione della costituzione''. La situazione politica rischia di avere ricadute sulla prospettiva europea del paese, ''specie in un momento in cui la Commissione europea sta per stilare il parere sulla richiesta di adesione all'Ue presentata dall'Albania'', hanno più volte avvertito da Bruxelles.