Avanti della domenica

N. 30 del 11 ottobre 2010 speciale Avanti!

L'Avanti! di Valter Lavitola e il dossieraggio contro Gianfranco Fini
Berlusconi puoi comprare tutto, non la nostra storia - No, al furto di memoria
lunedì 11 ottobre 2010

Nel 1996, sotto l’ala protettrice di Berlusconi, mentre il vero quotidiano Avanti! non era in edicola per il tracollo economico della sua società editrice, Valter Lavitola, con Sergio de Gregorio non ancora senatore, portarono in edicola un clone dello storico foglio del Psi, registrandolo, per sfuggire a una condanna giudiziaria certa, come “L’Avanti!”.
Stessa grafica, ma in aggiunta l’articolo determinativo. Tanto bastò, chissà  come, a superare gli ostacoli legali e a restare in edicola.
Col passare degli anni, l’articolo determinativo venne pian piano schiarito fino a scomparire del tutto e oggi abbiamo una copia dell’originale che con ogni probabilità, non corrisponde neppure alla registrazione presso il Tribunale. Anzi si tratta di un falso storico dato che l’originale non era un foglio commerciale qualunque, ma la bandiera del socialismo italiano.
Un furto di memoria dunque, e il seguito di quella sciagurata operazione è oggi sotto gli occhi di tutti.
Feltri e Il Giornale hanno fatto scuola e Lavitola, disciplinato socio di Berlusconi, ha applicato il metodo “Boffo” al “dissidente” Gianfranco Fini.
In questa cornice Stefania Craxi, martedì 5 in una lettera al Corriere della Sera in risposta alle osservazioni di Alberto La Volpe (che ripubblichiamo in questa pagina) definisce questo come “un eccellente lavoro giornalistico”. Dunque, secondo Stefania Craxi, dovremmo iscrivere nell’elenco dei direttori dell’Avanti!, da Bissolati a Treves, da Nenni a Lombardi, da Pertini ad Arfè, fino all’ultimo, il carissimo Francesco Gozzano, anche Valter Lavitola e Sergio de Gregorio. Ci spiace, non possiamo farcela, noi non abbiamo così tanto pelo sullo stomaco.