Alberto La Volpe
Ai socialisti, in questi giorni, tocca anche la tristezza! Sì, perché di questo si tratta, allorché leggiamo e “vediamo” in tv comparire l’“Avanti!”. La gloriosa testata socialista usata oggi e finanziata dal Presidente Berlusconi per scopi che offendono la storia del giornale.
L’“Avanti!”, non dimentichiamolo, per un secolo ha accompagnato ideali, le lotte, le speranze di chi, come si diceva una volta, soffriva e sperava. Queste osservazioni non vogliono contestare in punta di diritto la liceità legale dell’“Avanti!” di oggi. La spregiudicatezza del suo editore e direttore, Lavitola, ha consentito di trasformare l’“Avanti!” in una gazzetta caraibica per incastrare il signor Tulliani, cognato di Fini.
Mi chiedo se è possibile che gli onorevoli Stefania Craxi e Fabrizio Cicchitto non abbiano proprio nulla da dire per convincere il loro leader perché cessi questo sconcio.
I socialisti hanno concluso il loro secolare ciclo storico. Purtroppo è tragicamente così. Ma credo che non possano tacere dinanzi alla protervia dei ricchi che ha calpestato un’autentico bene culturale e politico come la storica testata dell’“Avanti!”.
Ecco perché un socialista come me, come tanti, senza tessere e senza partito, non può tacere e indignarsi per questo episodio che non esiterei a definire “volgare”.
Probabilmente non accadrà nulla, ma come diceva il grande Trilussa “... forse ‘ste bestie non mi capiranno ma provo armeno la soddisfazione de pote’ dì le cose come stanno...”. E le cose stanno appunto davvero male.
Questa lettera è stata pubblicata da Corriere della Sera, a pag.13, lunedì 4 ottobre