Vera patacca è l’Avanti di Lavitola
“In attesa di scoprire la verità sulla questione della casa di Montecarlo - ha dichiarato Riccardo Nencini - ci limitiamo a dire che L’Avanti! di cui Lavitola è direttore, è una testata che nulla ha a che vedere col PSI.
Chi conosce le vicende degli anni ‘90 sa bene che quel nome fu scippato con un cavillo, taroccato con un articolo e un apostrofo e portato nell’area politica del centrodestra.
Quel giornale è dunque la vera patacca e viene casomai da chiedersi come possa invocare credibilità e autorevolezza giornalistica chi dirige una testata che è già di per sé un falso storico”.
Bene Bagnasco, Vaticano ora rinunci a privilegi fiscali
“Non si può non convenire con la gran parte della parole pronunciate dal Presidente della CEI Mons. Angelo Bagnasco nel corso della sua prolusione di ieri (martedì 27 settembre ndr).
In particolare - ha commentato Marco Di Lello - condividiamo i forti richiami al dovere di applicare un federalismo veramente solidale e alla necessità che sipratichiuna politica ‘alta’ che si occupi dei veri problemi del Paese e realizzi ‘il bene comune’.
Tuttavia il presule laddove si pronuncia per una ‘riforma fiscale’ evita accuratamente di indicare in termini chiari come la Chiesa italiana intenda offrire il suo contributo alla perequazione fiscale.
Eppure pochi giorni fa l’UE ha annunciato che ad ottobre verrà aperta contro l’Italia una procedura per la violazione delle norme sulla concorrenza infavore della Chiesa cattolica (mediante aiuti di stato vietati dalle direttive UE) i cui edifici non destinati al culto ma a vere e prorie attività commerciali sono esentati dal pagamento dell ‘ICI e dal 50% dell’IRES sottraendo in questo modo all’erario oltre 2 miliardi l’anno.
Temo che il Card Bagnasco - conclude Di Lello -evitando di affrontare il tema, che pure è divenuto non più eludibile, lo consideri un dettaglio di poco conto, non valutando che al contrario, altro non è che un privilegio ingiusto e dannoso per lo Stato Italiano che occorre rimuovere prima della prevedibile pronuncia di condanna della UE”.
Bossi insulta i romani e “si deve dimettere”
“Abbiamo chiesto ai partiti in Parlamento di presentare una mozione di sfiducia e apprendiamo con piacere che domani (mercoledì 28 ndr) il Pd la presenterà.
Non possiamo più accettare gli insulti continui della Lega Nord. Niente scuse; vogliamo le dimissioni”.
Lo ha affermato Atlantide Di Tommaso, segretario romano del Psi nel corso di un sit-in di protesta organizzato sotto il ministero per le riforme per il Federalismo dalla federazione romana socialista contro Umberto Bossi e le sue affermazioni contro Roma.