Avanti della domenica

N. 28 del 3 ottobre 2010

Il nuovo leader del partito laburista
Luca Cefisi - Ed Miliband, così antico, così moderno
giovedì 30 settembre 2010

Luca Cefisi

I l partito laburista britannico ha indicato in Ed Miliband il nuovo leader al posto di Gordon Brown. E’ il primo esito del dibattito che ha animato il laburismo post-Blair, il laburismo per la prima volta all’opposizione dal 1997.
Vale la pena di riferire dello scontro tra i due fratelli Miliband, Ed e David, per quello che è stato, cioè un limpido confronto tra due proposte politiche: evitando quindi quella roba da cattivo giornalismo, tipo Caino e Abele e via dicendo. Senza negare, d’altra parte, che il confronto tra due fratelli abbia sicuramente aggiunto un elemento di curiosità e in qualche modo di emozione; la simmetria fisica tra i due contendenti però, a ben vedere, ha esaltato proprio la politica, perchè non c’è stato alcun elemento di marketing che potesse spostare l’attenzione dai contenuti puri e duri, non era giovane contro vecchio, nè uomo contro donna, nè estrazione proletaria contro origini borghesi, non c’erano questioni di stile, di cravatte, di ricordi d’infanzia. I due fratelli (45 e 41 anni) hanno posto un’alternativa tra due modi diversi di andare avanti, David in maggiore continuità, Ed con il coraggio di affrontare l’eredità blairiana per consegnarla alla storia. Ed ha indicato i limiti di una certa idea “facile” di modernità, e ha riproposto un’identità socialdemocratica per il Labour, in reazione a quella “terza via” che avrebbe dovuto aprire il 21° secolo e invece appare già oggi ingenua e inadeguata, di fronte alla crisi economica e sociale.
Ne vengono lezioni utili per la sinistra italiana: i laburisti hanno scelto il loro leader con un’elezione popolare, ma nell’ambito degli iscritti, dei deputati e delle associazioni del partito, a dimostrazione che i partiti politici europei, seriamente organizzati, possono essere efficaci e moderni, di contro ai partiti-azienda, ai partiti virtuali, ai partiti all’americana.
Sorprende che Valter Veltroni esalti oggi Ed Miliband, apparentemente apprezzandone gli elementi di “rinnovamento” purchessìa: ma il rinnovamento di Miliband non si può assumere come mera estetica. Con Miliband diminuisce il grado di “insularità” del laburismo britannico, che si avvicina ulteriormente al socialismo europeo “continentale”. Come per la Aubry in Francia, e per Sigmar Gabriel nella Spd tedesca, assistiamo ad un rilancio dei valori socialisti, in reazione alla loro troppo frettolosa liquidazione in nome di un frettoloso modello postmoderno e “post-socialista”. Miliband, Aubry, Gabriel reagiscono a un quinquennio di sconfitte, che hanno il nome di Blair, Brown, Schroeder, Royal (e Veltroni), nella previsione che il nuovo secolo vedrà ancora al centro la questione sociale, e, insomma, le buone ragioni del socialismo sono ancora tutte lì, nell’agenda politica odierna.
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Questo articolo uscirà nel prossimo numero de Le ragioni del socialismo