Avanti della domenica

N. 26 del 19 settembre 2010

Il contributo femminile all’unità d’Italia: Jessie White Mario
Marco Baratto - Non solo uomini nel Risorgimento
mercoledì 15 settembre 2010

Marco Baratto*

Ricordando il 150 anniversario dell’Unità d’Italia, facciamo anche memoria delle donne che furono protagoniste del Risorgimento.
Tra loro spicca Jessie White, di nazionalità inglese, la quale, nata il 9 maggio 1832 vicino Portsmouht da ricca famiglia borghese d’idee liberali, dopo gli studi a Birmingham, all’inizio del 1854 decideva di completarli recandosi a Parigi presso l’università della Sorbona..La giovane Jessie, attenta osservatrice della realtà sociale, non poteva che simpatizzare per il movimento mazziniano, al quale, infatti, finì con l’aderire, dedicandosi  alla raccolta di fondi e alla scrittura di articoli sull’argomento per i giornali anglosassoni. Fondamentale quello, apparso sul Daily News nel 1856 con il titolo Italy for italians (l’Italia agli italiani), nel quale la White esponeva in modo così rigoroso e persuasivo la necessità per gli italiani di decidere autonomamente il proprio destino, da convincere politici ad alto livello e l’opinione pubblica inglese, ad appoggiare la causa italiana.
Nel 1854, a Nizza, conosce Garibaldi. Nel 1857 rimase coinvolta, , nella fallita spedizione dei fratelli Bandiera, la polizia di Genova, dietro denuncia delle autorità napoletane, la incarcera nelle prigioni della città dove incontra, Alberto Mario.Appena liberi vanno in Inghilterra e si sposano. 
Nel 1859 si reca negli Stati Uniti per un giro di conferenze, ma appena arrivati a New York li raggiunge la notizia dello scoppio della seconda guerra d’indipendenza, piantano tutto e si precipitano in Italia per scrivere corrispondenze sulla campagna per il giornale inglese Morning Star e il The Nation.
Alla fine della guerra passa in Svizzera, ma la polizia elvetica, forse temendo che le sue idee rivoluzionarie possano contagiare gli svizzeri viene arrestata e rimandata in Italia. Nel Giugno del 1860 Jessie White e l’inseparabile marito Alberto sono già al loro fianco di Garibaldi, accompagnandoli nelle battaglie e nella trionfale marcia verso Napoli. A Napoli ha modo di conoscere il grande storico meridionalista liberale Pasquale Villari, il quale, forse, con il suo libre “Lettere meridionali” le ispira quel grande affresco sociale che, pubblicato nel 1876 a puntate sul giornale “Il Pungolo” di Napoli, fu’ poi raccolto in volume con il titolo “La miseria in Napoli”.
Nell’inchiesta vengono denunciate, senza paura mali e difetti della città, suggerendo i rimedi per combatterli. Sempre a fianco del marito, partecipò anche all’ultima campagna di Francia del 1870 di Garibaldi ed.anche in questa occasione seppe affiancare alla consueta attività di giornalista, quella di infermiera per i molti feriti garibaldini dell’Esercito dei Vosgi, curandone moltissimi tra cui Luigi Perla.
Dopo la morte del marito, si ritira Firenze dove, come testimone diretta dei fatti e delle persone, scrisse e curò le biografie di alcuni grandi del Risorgimento italiano tra cui Mazzini e Cattaneo. Mentre quella di Garibaldi, edita nel 1884 in Milano dalla Fratelli Treves Editori e splendidamente illustrata da Matania. Donna di spirito vivace, conobbe e apprezzò l’opera di Mary Cosway, fondatrice a Lodi del famoso Collegio delle Dame inglesi e il giornale lodigiano “La Plebe”, di tendenza riformista-socialista, pubblicò vari suoi articoli. Muore a Firenze il 5 marzo 1906.

*Associazione Lodigiana
per lo Studio
del Risorgimento