Avanti della domenica

N. 26 del 19 settembre 2010

Enzo Ceremigna - Le chiamano morti bianche
mercoledì 15 settembre 2010

Enzo Ceremigna

Le chiamano morti “ bianche”. E invece no. La morte è sempre nera. Nera come la disperazione che assale le famiglie delle vittime. Nera come la costatazione che in Italia – in una concatenazione di eventi luttuosi che non hanno mai fine- di lavoro non solo si vive, ma spesso – troppo spesso – si muore. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con una realtà che assomiglia ad un bollettino di guerra e che ogni volta suscita un sentimento formato da un misto di sgomento e di indignazione.
Sgomento per tante preziose vite prematuramente perdute; indignazione perché – nella stragrande maggioranza dei casi- di tutto si può parlare, meno che di fatalità. Anzi il più delle volte - il caso ultimo dei tre lavoratori morti la settimana scorsa a Capua è emblematico - si ha la certezza che gli incidenti fossero sicuramente evitabili.
Incuria, sciatteria, pressappochismo, cupidigia, incapacità? In parte o in tutto generalmente si tratta di questo. E l’indignazione cresce perché - al di la delle rituali forme di partecipazione al dolore – non risulta che i responsabili di questi eventi luttuosi vengano chiamati a rispondere dei loro comportamenti ed esemplarmente sanzionati.
Noi socialisti da tempo ci stiamo sforzando di segnalare come un autentica emergenza il tema della sicurezza sui posti di lavoro. Ho in mente, tra le tante iniziative intraprese, la fiaccolata organizzata dalla Federazione di Roma nell’anniversario della morte degli operai della Thyssen di Torino. E i reiterati appelli inviati alle forze politiche e soprattutto a sindacati e Confindustria, nei quali abbiamo sollecitato una superiore assunzione di responsabilità ed iniziative concrete per porre un freno a questo continuo, insopportabile stillicidio rappresentato dalle morti sul lavoro.
E’ giunto il momento di agire, ed occorre farlo presto, per una esigenza che è insieme di civiltà, di umanità, e soprattutto di diritto alla sicurezza per ogni singolo cittadino lavoratore.