Avanti della domenica

N. 26 del 19 settembre 2010

Sinistra del fare e Seconda Repubblica
Bobo Craxi - La diagnosi è chiara, ora è il tempo di curare
mercoledì 15 settembre 2010


Bobo Craxi

La Maggioranza politica che è uscita vittoriosa dalle urne negli ultimi tre anni è virtualmente entrata in una fase di crisi e di declino, molteplici sono i fattori che hanno provocato questo stato cose, ma l’elemento principale e determinante resta una questione politica di fondo che sta alla base di tutte le crisi che si sono manifestate per cause endogene nelle coalizioni figlie del sistema politico maggioritario.
La litanìa che ha contraddistinto la seconda repubblica, ovverosia che il sistema maggioritario che assegna la maggioranza parlamentare l’indomani del Voto , condizione necessaria e sufficiente per governare il Paese, è clamorosamente smentita dai fatti. Né più né meno come nella vituperata Prima repubblica le forze politiche si dialettizzano, formano prima un blocco politico che guadagna il consenso popolare ma poi, inevitabilmente, riproducono le stesse forme di dialettica politica, quelle le stesse che contraddistinguono una democrazia normale da un sistema monocratico ed autoritario.
Se i cittadini, la produzione legislativa e l’azione stessa dell’esecutivo non subissero disagi e ritardi, verrebbe da dire ‘poco male’ o ‘niente di male’, il problema è che questo deficit di governabilità grava come un macigno sulla capacità di sviluppare politiche di lungo e medio periodo che governino e riformino, in particolare in una fase di grandi cambiamenti, i settori cardine del Paese.
Che sull’Italia incombano da troppo tempo un’emergenza giudiziaria ed un ritardo della riforma dei meccanismi che governano il settore della Giustizia, è cosa oramai acclarata.
Che una politica di sviluppo e rigore economico, fondata sulla consapevolezza del rischio contagio della crisi finanziaria europea, debba contenere un principio consolidato di equità sociale e territoriale per evitare che si allarghi in modo irreversibile il divario fra il Sud ed il Nord del Paese, è un fatto che molti considerano necessario e non differibile.
Così come è ritenuta necessaria ed urgente una efficace politica per lo sviluppo industriale, per la ricerca scientifica, per una nuova e più efficace politica dell’educazione.
Il cortocircuito mediatico e politico sulla crisi-non-crisi di Governo ha provocato sicuramente in ampi settori dell’opposizione a vocazione riformista, la necessaria e doverosa riflessione su che cosa sarebbe necessario fare e compiere e soprattutto sugli errori che non sarebbero da ripetere nel caso una maggioranza riformista di cittadini italiani intendesse nuovamente riaccordare una fiducia elettorale.
La maggioranza non è entrata in crisi a causa dell’opposizione di centrosinistra, ma quest’ultimo potrebbe essere chiamato alle sue responsabilità contribuendo a esprimere nuove idee, nuove politiche, di sostanza riformatrice che risollevino il Paese dalla crisi.
I socialisti portano un contributo essenziale se si muovono a partire da queste premesse necessarie: il problema non è affollare il corridoio di medici che diagnosticano il male, ma è quello di indicare per tempo quale può essere la cura più efficace: Penso che questo è quello che intendiamo indicare esprimendo la nostra idea della “sinistra del fare”.