Avanti della domenica

N. 25 del 12 settembre 2010

Nicola Zoller - Battisti e le fonti socialiste dell'autonomia trentina
mercoledì 8 settembre 2010

Nicola Zoller*

Anche quest’anno i socialisti trentini ricordano Cesare Battisti, catturato dagli austriaci sul Monte Corno – tra la Vallarsa e Trambileno – il 10 luglio 1916 e poi messo a morte il 12 luglio nel Castello del Buonconsiglio.
La ricorrenza di quest’anno – celebrata dagli Alpini dell’Ana domenica 11 luglio – è caduta in coincidenza del Congresso nazionale del PSI di Perugia: e da lì abbiamo voluto a maggior ragione ricordare il sacrificio dell’irredentista democratico, che fu un pensatore e un dirigente socialista di livello europeo. Infatti Battisti è stata la figura più bella e rappresentativa del socialismo trentino, un socialismo che riuniva in sé gli ideali della socialdemocrazia mitteleuropea e quelli mazziniani, la lotta per l’autonomia dall’Austria e gli ideali risorgimentali. Allo scoppio della prima guerra mondiale Battisti sceglie l’interventismo.
La sua non fu una scelta dettata da sentimenti nazionalistici: ma nella guerra vede la possibilità della caduta degli imperi centrali, che avrebbe permesso di costruire un nuovo assetto dell’Europa, dando vita ad un processo di profondo rinnovamento sociale ed economico. Per queste ragioni Cesare Battisti è stato definito “un irredentista non-nazionalista”, un “socialista internazionalista che nel 1914, dopo che altri aveva iniziato la guerra, si fece banditore dell’ultima guerra risorgimentale dell’Italia”. Prima di giungere a questa determinazione si era battuto per tutto un decennio per ottenere l’autonomia amministrativa del Trentino all’interno dell’impero, ma invano.
A quasi un secolo di distanza, ricordare Battisti significa dunque rinverdire anche l’aspirazione all’autogoverno della nostra terra, fuori da chiusure  localistiche ma secondo un’ottica progressista e di partecipazione democratica. Chi lavora alla costruzione di un ipotetico futuro Partito del Trentino –  ispirato ai valori dei padri fondatori dell’Autonomia trentina - dovrebbe saper coniugare l’esigenza di agire localmente “qui ed ora” con una visione globale e d’avvenire: per questo l’apporto della tradizione e della prospettiva socialista resta importante, a sostegno di un altruismo necessario e ragionevole che  vogliamo riproporre con le concise parole di un altro pensatore socialista, Jacques Attalì: “sappiamo che la nostra felicità dipenderà da quella degli altri”.

*segretario regionale PSI