Kristian Weise*
Cari amici, mi è stato chiesto in particolare di parlarvi approfondendo il tema della crisi economica e della risposta dei socialisti europei a questo grande problema. Le misure d’austerità che ora sono avanzate in molte parti d’Europa vogliono dire che la crescita continuerà a stentare, e che siamo a rischio di recessione. Piuttosto, i tagli ridurranno senza lavoro milioni di persone.
Io so che voi sentite anche in Italia gli effetti delle medicine della destra.
Il vostro governo taglierà 24 miliardi di euro in due anni.
Questa non è la via per uscire dalla crisi. No, è la via di cominciarne un’altra, di crisi.
Governi di destra, conservatori e liberali in tutta Europa premono sull’idea che sia utile azzerare la spesa pubblica. Ma quando persino Paesi in buona salute economica, come il mio, o la Germania, e altri, cominciano a promuovere l’austerità, allora occorre domandarsi se piuttosto non si tratti di un attacco politico, coordinato, al welfare. Il Partito del Socialismo Europeo ha suggerito un piano in quattro punti per uscire dalla crisi, ma su una via di progresso. Primo, assicurarsi che non sia il mercato finanziario a dettare le nostre politiche pubbliche.
In secondo luogo, invece di accettare l’attacco conservatore sulla finanza pubblica, dobbiamo aumentare le entrate con strumento fiscali equi e sostenibili.
Abbiamo bisogno di tasse ‘ecologiche’, ma soprattutto, vogliamo una tassa sulle transazioni finanziarie.
Terzo, per combattere l’ossessione dell’austerità, dobbiamo combinare la necessità di una finanza pubblica sostenibile con la creazione di posti di lavoro e il miglioramento sociale.
Quarto, e ultimo, dobbiamo impegnarci per la solidarietà e l’interdipendenza dei Paesi dell’Europa.
Il mondo ha bisogno di più politiche socialiste. L’Italia ne ha una grande bisogno. Grazie.
*Economista, rappresentante personale del presidente del Pse, Poul Nyrup Rasmussen. Sintesi dell’intervento pronunciato al secondo Congresso
del Psi a Perugia.