Avanti della domenica

N. 25 del 12 settembre 2010

Naufragio del veltronismo
Luigi Iorio - Nuovo Ulivo, il Pd non basta
mercoledì 8 settembre 2010

Luigi Iorio*

Addio Unione, ora un Nuovo Ulivo e un’alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi. Così parlò dalle colonne de “ la Repubblica” il segretario del PD Bersani.
Il segretario dei democrats qualcosa doveva pure abbozzare in queste settimane, sia per arginare le quotidiane avanzate di Vendola, che insistentemente chiede primarie di coalizione, ma anche per rispondere nei fatti a chi lo taccia di essere un segretario di apparato con poca propensione alla proposta politica. Non bisogna  mai avere delle pregiudiziali su delle idee, e soprattutto ogni idea va rispettata, però occorrerebbe spiegare a Bersani alcune cose ancora non chiare. Innanzitutto l’Unione nata per affrontare le elezioni del 2006, grazie alle strategie veltroniane non esiste più dal 2008.
E ancora il tornare indietro ad un Nuovo Ulivo significa finalmente ammettere che il progetto del PD è fallito. Ecco prima ancora di ripartire con un nuovo progetto per la sinistra italiana - ammesso che le correnti del PD ed i maggiorenti del partito, Renzi docet – siano d’accordo. Bisognerebbe fare il mea culpa sui tanti errori  del passato. Bersani dovrebbe ricordare che l’Ulivo non divenne mai un progetto davvero riformista e di sinistra, da quando i DS accettarono i dinieghi rutelliani su temi etici, uno su tutti: i referendum per la procreazione assistita. Infatti da quel momento in poi, lo SDI co-fondatore dell’Ulivo dovette prendere le distanze da quel progetto che a breve si sarebbe trasformato nel “PD”, un partito neo-guelfista moderato di centro, con a capo un ex Pci travestito da doroteo, che ha giurato di non essere mai stato comunista, Walter Veltroni ‘l’africano’. Personalmente credo alle buone intenzioni di Bersani, quando afferma di volere costruire un Ulivo nel quale tutte le forze del centro e della sinistra possano esprimere un progetto univoco di alternativa per l’Italia e per l’Europa per una riscossa economica e civile del paese. Ma la cosa che mi incuriosisce è capire, se la classe dirigente del PD è pronta, oppure continuerà a proporsi nei confronti delle altre forze di sinistra come unica depositaria del verbo politico.
Bisogna ricordare a D’Alema & co., che se Bersani è ritornato indietro nel tempo è solo perchè il Pd non riuscirebbe mai a contrastare in solitudine il PDL. Il PD ha fallito, ed oggi noi tutti siamo in attesa di vedere come i democrats vorranno proporsi al paese e alle altre forze politiche per trovare una soluzione all’attuale crisi delle sinistre. In attesa godiamoci gli ultimi giorni d’estate.
* Segretario nazionale FGS