Dopo Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Sud Africa, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda,anche in Argentina, primo paese sudamericano, è legge la legalizzazione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.
La legge, sostenuta dal Governo di centro sinistra della presidente Cristina Kirchner, è stata approvata dal Senato con 33 voti favorevoli e 27 contrari dopo 15 ore di dibattito. Nel paese la notizia è stata salutata con favore, anche se l’indignazione e la protesta dei cattolici non si è fatta attendere,e né è scaturita nei pressi del Senato un principio di rissa subito sedata dalle autorità, tra credenti e laici. Il dibattito era stato previsto in calendario per il 14 luglio, giorno di commemorazione della Rivoluzione francese. Va ricordato come sia la prima volta che in Argentina si vota per una legge a favore delle minoranze. Il provvedimento approvato ci fa pensare a come la società argentina sia cambiata, ecco perché si è pensato di approvare una legge in favore di nuovi modelli famigliari, tutelando finalmente i diritti delle minoranze. Il nuovo provvedimento modifica il codice civile: la formula “marito e moglie” sarà sostituita dal termine “i contraenti”. Le coppie gay sposate potranno inoltre adottare bambini ed avere accesso a sicurezza sociale e congedo famigliare. E pensare che in Italia, un paese con più di 2000 anni di civiltà e di storia, ma purtroppo anche territorio nel quale ha sede il Vaticano, ancora non si riesce a far approvare una semplice legge per la tutela delle coppie di fatto. Ad maiora.