In tutti gli Stati, quando vince le elezioni, la parte politica che rappresenta i capitalisti si premura di tagliare lo stato sociale sostenendo che la nazione “non può più permettersi” certi “sprechi” di denaro, che oltre tutto il governo precedente aveva gestito male.
Se consideriamo la condizione dei capitalisti, dobbiamo riconoscere che hanno ragione: Il maggior costo di beni e servizi che la classe dominante potrebbe acquistare a prezzi più convenienti è il danno che lo stato sociale le produce. E’ questo lo “spreco” tanto sbandierato, ed è dovuto alla tassazione progressiva. Ogni anno, con la tassazione progressiva, i ricchi pagano le tasse per assicurare a tutti i servizi che, qualora ne avessero bisogno, essi potrebbero permettersi ad un prezzo inferiore e perciò, dal loro punto di vista, la spesa sociale è un vero e proprio spreco di denaro.
Questo è anche il motivo per cui il governo in carica vuole abbassare l’aliquota massima sui redditi, mantenere l’imposta secca sulle rendite finanziarie, ed introdurre l’aliquota fissa sugli affitti.
Per un cittadino disoccupato, che vive dei suoi risparmi, anche l’attuale 12,5% di tassazione sui BOT e sui guadagni di Borsa è pesantissima, mentre per un ricco borghese è molto bassa. E la soluzione migliore di questa situazione è quella degli USA, Paese certamente non comunista, ma indubbiamente più equo dell’Italia, dove i guadagni di Borsa finiscono come giusto nella dichiarazione dei redditi.
Per quanto poi riguarda la novità della tassazione ad aliquota fissa sugli affitti, essa è davvero indecente. Quando una persona compera degli strumenti finanziari egli investe il suo denaro, rischia e riceve in contropartita gli strumenti che acquista.
Chi invece ad esempio affitta un paio di appartamenti ereditati fa pagare all’inquilino un prezzo senza trasferire un bel niente, ma lo costringe a pagare soltanto perché questi non ha il capitale per acquistare una casa. E con un affitto che pesa anche oltre il 50% del suo stipendio si capisce bene perché non lo abbia, dato che egli lavora per mantenere il padrone di casa. E’ la sottomissione del lavoro altrui mediante l’appropriazione dei prodotti sociali di Marx, ottenuta neppure mediante mezzi di produzione ma mediante mezzi di puro sfruttamento. Ed ora, questo “bottino” non aumenterà più la base imponibile del “padrone”.