Vendola come Venturelli, classe senza disciplina
“Vendola rischia di fare come Romeo Venturelli, il talentuoso ciclista che Coppi indicò come suo erede naturale, ma che non seppe mai trovare un equilibrio fra la classe e la disciplina”. Così Riccardo Nencini commenta la notizia dell’autocandidatura del governatore della Puglia alle primarie del centrosinistra. “La fuga di Nichi è quantomeno intempestiva – continua riprendendo il ragionamento fatto al Congresso – perché c’è un governo in carica, ma lo è ancora di più perché nel centrosinistra ancora non c’è né programma né coalizione. Va tracciato un nuovo perimetro del centro-sinistra con le alleanze e per farlo occorre ridisegnare prioritariamente il profilo della sinistra sul modello delle grandi socialdemocrazie europee. E con questi problemi che deve confrontarsi Vendola se vuole davvero vincere non le primarie nel Pd, ma le elezioni in Italia”.
Anche Bobo Craxi è intervenuto sula vicenda affermando che “con quel Pantheon così mal assortito, anche tutti i migliori sforzi di pensiero e di azione risulterebbero vani: Vendola rappresenta senz’altro una figura positiva della nuova sinistra, ma la sindrome minoritaria è esattamente il male da cui deve guarire”.
C’è responsabilità politica per infiltrazioni mafiose nel Nord
“Non si può continuare a vivere nel dubbio che le nostre istituzioni, le opere pubbliche da realizzare, i servizi sociali, sanità e trasporti in primo luogo, - ha detto Roberto Bisardini, segretario provinciale di Milano - siano da anni tutti macchiati dalla corruzione e da infiltrazioni mafiose.
Bisogna uscire dal polverone e parallelamente alle iniziative giudiziarie, siano Formigoni, Podestà e la Moratti ad assumersi la responsabilità politica di quanto sta venendo alla luce, facendo chiarezza per primi sulle responsabilità di molti loro amici. Creando le condizioni affinché non possano infangare oltremodo le istituzioni”.
Gelmini, curatore fallimentare della scuola
A partire dal prossimo anno scolastico, nella scuola statale secondaria di I grado e poi nella secondaria di II grado, per misurare i miglioramenti degli alunni, verranno proposti dei quiz in entrata e poi in uscita, secondo i modelli INVALSI, test che già da anni - protesta il Psi vicentino - vessano la scuola italiana con buona pace del programma, dell’autonomia didattica e soprattutto della qualità dell’insegnamento.
Qualità dell’insegnamento che pare essere proprio l’ultimo degli interessi dell’attuale Governo delle destre. Il Ministro dell’Istruzione ogni giorno di più sembra rivelare il compito che le è stato assegnato dal Presidente del Consiglio, agendo di fatto come curatore fallimentare della scuola pubblica”.