Avanti della domenica

N. 23 del 18 luglio 2010

Gl interventi dei delegati
mercoledì 14 luglio 2010

Pubblichiamo la sintesi di alcuni degli interventi che ci sono pervenuti. Per ragioni di spazio, l’eventuale pubblicazione proseguirà anche nel prossimo numero, ma tutti saranno disponibili nel sito web del partito.
Nel corso del dibattito sono intervenuti (sabato): Mariangela Saliola, Giuseppe Nazio, Pieraldo Ciucchi, Maria Squarcione, Nilo Arcudi, Mimmo Magistro, Walter Galbusera, Alberto Benzoni, Fiorenzo Grollino, Silvano Rometti, Alessandro Pietracci, Pier Virgilio Dastoli, Roberto Biscardini, Ugo Intini, Angelo Sollazzo, Mauro Del Bue, Mauro Gradi, Giuseppe Falconi, Beppino Vatrano, Gabriella Trogu, Daniele Priori, Viviano Giuliani, Massimiliano Romagnoli, Piccardo, Sanbucci, Rosella, Egidio Filippone, Oreste Pastorelli, Leonardo Criscuolo, Felice Besostri, Gianfranco Perulli, Felice Borgoglio, Riccardo Oliva, Franco Benaglia, Vincenzo Maraio, Antonio Ascenzi, Marco Vinicio Guasticchi, Mario Andreini, Gerardo Labellarte, Giovanna Miele, Bobo Craxi, Lello Di Gioia, Franco Bartolomei, Giovanni Crema, Santo Consonni, Massimo Carugno.
(Domenica): Nino Gulisano, Vincenzo
Clarizia, Riccardo Mantovani, Atlandide Di Tommaso, Enzo Ceremigna, Franco Giunchi, Sergio Vazzoler, Luigi Iorio, Gian Franco Schietroma, Luigi Incarnato, Giovanni Crema, Luca Cefisi, Marco Di Lello, Enrico Pelillo, Franco Giunchi, Maria Rosaria Cuocolo.
 

Mariangela Saliola

Oggi il Psi è piccolo e smembrato. per farlo tornare in auge la strada è lunga e tortuosa. Facciamo un passo indietro e capiamo cosa è cambiato. Il Psi forte del suo riformismo in grado di cogliere i mutamenti della società,interpretarli e saper dare risposte concrete oggi non è più in grado di farlo. Il partito ha perso la sua funzione  principale ossia quella di tramite tra i cittadini e le istituzioni. manca l’ascolto il contatto diretto. Se il partito fosse capace di esprimersi con chiarezza su un vero progetto di regolamentazione del mercato abbastanza forte da integrare ecologia, politica internazionale ,le correnti minoritarie che portano alla paralisi sparirebbero. questo partito resta invece nell’esitazione e nel dubbio e La lotta interna tra fazioni non farà mai emergere una vera leadership e senza una vera leadership il Psi è destinato alla deriva. Abbiamo pensato solo a rimanere in sella gestendo il consenso e abbiamo perso la nostra propensione ad offrire risposte concrete ai problemi più immediati. Sostegno economico e infrastrutturale alle famiglie. Investiamo nella green economy perché porta ad un ammodernamento industriale, competizione economica, potenziamento della ricerca con un ruolo centrale del capitale umano e questo farà si che la lotta per i diritti civili e sociali sia più incisiva.

Giuseppe Nazio

La crisi del berlusconismo impone ai socialisti maggiori responsabilità nel lavorare per costruire una Italia diversa. Si sta concludendo in modo inglorioso un ciclo, iniziato più di 16 anni fa, quando Berlusconi è salito per la prima volta a palazzo Chigi (e ha guidato i governi con maggioranze bulgare e per periodi più lunghi nella storia della Repubblica). Al declino economico, alla minore coesione sociale, alla perdita di credibilità internazionale, al proliferare del malgoverno, si aggiunge la limitazione della libertà dei cittadini a ricevere una informazione pluralista, a far valere i propri diritti sui luoghi di lavoro e ai giovani di costruirsi un futuro. Senza parlare delle promesse di riforme e riduzione delle tasse mai mantenute. Qualcuno ha elogiato il ministro Maroni, ma senza tener conto del suo operato. Il prezzo per la diminuzione degli sbarchi di clandestini sono i campi di concentramento in Libia mentre siregistrano il 10% di immigrati clandestini in più. Hanno bloccato il Paese sulla sicurezza che avrebbero portato le ronde e si scopre che in tutta Italia i cittadini che si sono iscritti sono stati solo 6. Mentre la gente dell’Aquila che protesta viene manganellata, il ministro non dice una parola sui tagli che subiscono le forze dell’ordine e lascia al loro posto i dirigenti della polizia condannati per le violenze al G8 di Genova. Poi la legge sulle intercettazioni che priva i magistrati di un importante strumento d’indagine: una cosa è il deprecabile giustizialismo, un’altra è l’impunità delle organizzazioni criminali e della casta.

Pieraldo Ciucchi

Quella del nostro Segretario è stata ieri una relazione che ci mette nella condizione di riprendere il cammino, con coraggio, forti di alcune convinzioni.
Primo. Ci sono tutte le condizioni perché il PSI  possa rafforzarsi e contare di più, e verrà il giorno in cui risulterà utile al paese averlo difeso. Secondo: nessuno può credere in noi, se noi per primi non siamo in grado di credere in noi stessi. Il nostro successo non è nelle mani di nessuno, se non nelle nostre. Terzo, la nostra autonomia, che oggi significa distinzione netta dalla sinistra antagonista, non implica né isolamento né vivere in un ghetto. Ma, al contrario, capacità di dialogo con tutti, affrontando la politica con le nostre idee e le nostre forze.
La via maestra per evitare il caos è la riforma della Costituzione attraverso una nuova Assemblea costituente. Una revisione costituzionale che risponda alla necessità di riscrivere il patto tra cittadini e stato alla luce delle nuove necessità. Per ora siamo stati inascoltati, ma adesso è arrivato il momento di batterci nuovamente. La raccolta di firme per arrivare all’elezione dell’Assemblea costituente attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare deve essere ripresa. Bisogna trovare nuovi alleati, non stancandoci mai di ripeterci. Bisogna convincerci che da questa crisi dello stato usciranno vivi solo coloro che avranno avuto il coraggio di indicare la strada per uscirne. Nel vuoto generale i socialisti saranno quelli dell’Assemblea costituente, per la rottura dello schema attuale, per un paese normale, contro il giustizialismo e il populismo. Per riportare in alto i principi dello Stato laico, difesa dei diritti e delle libertà fondamentali perché si torni a coniugare davvero la valorizzazione dei meriti con la difesa dei bisogni.

Ugo Intini

Nella catastrofica emergenza del momento, Tremonti taglia alla disperata. Nell’immediato, non c’è alternativa. Ma non puo’ essere emergenza perenne. Bisogna guardare non alle pagliuzze, bensì alla trave, che è l’evasione fiscale. In Italia l’economia in nero raggiunge probabilmente il 30% contro il 10% dei Paesi civili. Ciò significa che ogni tre anni e quattro mesi l’intero prodotto nazionale lordo di un anno sparisce inghiottito da un buco nero. E’ come se ogni tre anni e 4 mesi, agli effetti del fisco e della comunità, 60 milioni di italiani chiudessero bottega e andassero in vacanza ai tropici per un anno intero.
L’altra trave, che arriverà, è il federalismo alla leghista. Di fronte a una crisi drammatica,ci vorrebbero unità nazionale, solidarietà, prudenza. Si vuole invece dividere l’Italia. E si vuole un salto nel buio senza valutare l’esperienza già fatta. Che è sul piano della spesa un fallimento. Diciamo la verità. Le Regioni hanno moltiplicato la spesa pubblica. Contrariamente alle promesse, i loro palazzi si sono riempiti di burocrati e portaborse, ma i Palazzi dei ministeri centralizzati non si sono svuotati. Il federalismo alla leghista sarà un disastro simile moltiplicato al cubo. Senza renderci conto del ridicolo, abbiamo chiamato governatore il presidente del Molise, come se fosse la California (ovvero la quinta economia del mondo). Presto, lo chiameremo capo di uno Stato federale. La Germania federale chiama i responsabili delle sue regioni presidenti e li ridurrà per risparmiare da 16 a 8. Noi li chiamiamo governatori e continuiamo ad averne 21.
Siamo in questa sinistra,ma per andare dove? Al congresso del 2008, a Montecatini, dicevo. “Tutte le emergenze si sono aggravate e moltiplicate. Forse il meglio della sinistra e il meglio del centro devono trovare una intesa. Affrontare insieme le emergenze con uno sforzo di unità nazionale”. “Di fronte a una crisi economica drammatica, le voci a favore di un passaggio di unità nazionale si cominciano ad alzare. A cominciare da quella di Casini, con il quale dobbiamo perciò mantenere un rapporto speciale.
Questo bipolarismo può essere superato da un momentaneo passaggio di unità nazionale. Lo ha detto ieri Nencini e condivido pienamente. Lo hanno detto altri. E’ la linea giusta che consiglio al Congresso di scegliere.

Riccardo Oliva

Sogno un’ Italia diversa. In questo sogno gli elettori tornano con noi perché noi gli parliamo di un sogno in 3D. Le 3d a cui mi riferisco sono: DIRITTI, DOVERI e soprattutto DIGNITA’.
E  non c’è stata forse la mancanza del concetto primario della  Dignità in quello che è stato fatto a Pomigliano d’Arco? Non c’è forse mancanza di una concezione  dignitosa del lavoro nel rendere precari e insicuri milioni di persone ogni giorno?  
In questa visione il Partito ricomincia dai comuni a costruire una nuova Italia. E come lo fa?
Lo fa usando i suoi pilastri: Libertà, Eguaglianza nelle condizioni di partenza, Merito e Giustizia Sociale.
In questa visione non ci sono solo consumatori, ma soprattutto cittadini, consapevoli dei loro diritti, istruiti al meglio  e sicuri che l’istruzione ricevuta sarà in grado di garantire loro un futuro migliore e di riflesso anche al Paese nella sua interezza.
Perché se non garantiamo questo io non so trovare una risposta al perché un ragazzo dovrebbe continuare gli studi prima all’università poi con un master, per poi andare a fare un lavoro che poteva fare benissimo con una buona istruzione superiore o per vedersi addirittura scartato alle selezioni per un lavoro con la frase:”Ci dispiace lei è troppo qualificato!”, che tradotto in parole meno oscure varrebbe a dire:”Lei mi costerebbe troppo, perché ha studiato troppo e vorrebbe ambire a crescere e io questo non me lo posso permettere!”. C’è qualcosa di perverso in tutto questo.
In questa Italia da sogno non ci sarebbero più Capipopolo, perché non servirebbero, ma un popolo che si riconosce nelle idee riformiste e di miglioramento graduale che vengono proposte. Ma qua l’immagine si allarga e si vede un’Europa finalmente politica e non più solo incentrata su di una ideologia Capitalistica antiquata e dannosa, ma su una nuova concezione di umanità incentrata sui principi del liberalsocialismo.

Marco Vinicio Guasticchi

I socialisti sono le colonne portanti all'interno del buongoverno di centrosinistra in regioni e province come quelle umbre dove i cittadini, nonostante tagli indiscriminati e manovre pesanti, possono toccare con mano livello e qualità di servizi primari. Il ricordo di un grande statista  come Bettino Craxi, la sua capacità di governo, le sue intuizioni riformiste dovranno inoltre rappresentare per tutti noi una risorsa, un punto fermo per vincere le prossime sfide elettorali per la guida del paese. Su Craxi, credo che sia opportuno e auspicabile rimuovere ostacoli, impedimenti, dove ci sono, per ricordarlo con intitolazioni di vie o piazze ed altri tangibili segni di testimonianza. Come ha ricordato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel decimo anniversario della scomparsa non può venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell'onorevole Craxi sanzionate per via giudiziaria, la considerazione complessiva di leader politico e di uomo di governo impegnato nella guida dell'esecutivo e nella rappresentanza dell'Italia sul terreno delle relazioni internazionali. Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere.

Bobo Craxi

“Il Pd, nella sua impostazione politica, è apparso troppo spesso schiacciato e anchilosato dinanzi alle offensive del partito di Antonio Di Pietro e di tutti i miasmi ai limiti dell'eversione che abitano la costellazione dell'opposizione di sinistra a Berlusconi". È questo un passo dell'intervento di Bobo Craxi che ha rivolto in più punti del suo intervento critiche al leader dell'Idv e a Walter Veltroni, accusato di aver consentito alle ultime elezioni politiche un'alleanza con Di Pietro mentre i socialisti venivano esclusi. "Vediamo cadere ogni giorno il mito della cosiddetta diversità morale che apparteneva al mondo comunista e ai suoi epigoni. E infatti ora vediamo che l'eroe di Mani Pulite, come Paperon dè Paperoni, fa il bagno nei suoi rimborsi elettorali, nelle sedi procurate da Anemone". Bobo Craxi ha attaccato anche i socialisti che hanno scelto il campo avverso: "C'è poco da fare, i socialisti che stanno nel Pdl incominciano a farmi pena. Qual è il senso socialista della loro missione? E quali posizioni politiche sono costretti a sostenere da anni, in coerenza con la nostra passata esperienza? Il problema è che i socialisti non possono stare con chi rappresenta oggi, nel Paese, non più la medicina, ma la malattia da cui dobbiamo guarire". Craxi ha fatto infine un accenno al movimento del governatore pugliese Nichi Vendola: "Non sento il bisogno di costruire una nuova forza politica con lui, ma vedo che in quell'esperienza brilla ancora una passione politica e civile autentica".

Gian Franco Schietroma

Occorre introdurre anche in Italia la flex-security, una riforma socialista che ha notevolmente ridotto la disoccupazione in altri paesi europei.
È necessario rilanciare la proposta socialista di estendere alle elezioni nazionali il sistema elettorale delle comunali, che ha dimostrato di garantire bene sia la governabilità, sia la rappresentatività, sia il rispetto dell’elettore con la possibilità di esprimere preferenze.
Ben venga la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti purchè questo non sia il mezzo per arrivare poi ad assoggettare il P.M. al potere politico perché, se è assolutamente inaccettabile l’interferenza della magistratura nell’attività politica, altrettanto inaccettabile è l’interferenza della politica nell’attività giudiziaria.
Se il centro-sinistra vuole tornare ad essere vincente, l’unica soluzione possibile, con l’attuale legge elettorale, è quella di un “Nuovo Ulivo”, superando l’esperienza del PD, e creando, nel centro-sinistra, un forte partito socialista democratico, aderente al PSE e all’Internazionale Socialista, e, nello stesso tempo, dando vita ad un forte partito popolare dei cattolici democratici. Dunque occorre un nuovo centro-sinistra con questi due partiti principali, non trascurando ovviamente il ruolo di Sel, dei Radicali, dei Verdi, dell’Idv e della Federazione della Sinistra, tutti certamente importanti per il successo della coalizione.
Quanto alla prospettiva politica del nostro partito, è evidente che essa non può essere rappresentata né dalla confluenza in Sel né da un approdo nel PD e nemmeno da una difesa dell’identità socialista che sia fine a se stessa. La nostra prospettiva è, senza alcun dubbio, quella di partecipare alla costruzione in Italia di quello che c’è in tutti gli altri paesi d’Europa, e cioè di un forte partito socialista democratico, decisamente impegnato sui temi della solidarietà, dello sviluppo e dell’innovazione. Tale prospettiva è certamente raggiungibile nell’ambito di un centro-sinistra che decida di ristrutturarsi, superando l’esperienza negativa del PD, che ha portato ad una serie continua di sconfitte elettorali.