Avanti della domenica

N. 13 del 9 maggio 2010

Inchiesta sul fondatore dei Legionari di Cristo, ma ci si muove con eccessiva prudenza
Emanuele Pecheux - Troppi scheletri negli armadi del Vaticano
domenica 9 maggio 2010


 
Dunque Benedetto XVI ha rotto gli indugi. Il Pontefice, messo sulla graticola mediatica nelle scorse settimane per i ripetuti scandali legati alla pedofilia nel clero, si può dire a buon diritto “finalmente”, ha impresso un’accelerazione, tutto sommato inusitata per i costumi d’Oltretevere, all’indagine su Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo e di Regnum Christi, di fatto commissariando l’ordine e rendendo pubbliche le conclusioni a cui sono giunti i cinque prelati a cui erano stata affidate. Indagini che altro non sono state che la dolorosa conferma di quanto già si sapeva da tempo sulla tenebrosa figura del prete messicano dedito sin da giovane alla pedofilia, all’uso di droga, a malversazioni di ogni genere di natura finanziaria e, se tutto ciò non bastasse, padre di almeno tre figli avuti da due donne diverse.
Insomma una sorta di Belzebù, favorito e tollerato da almeno quattro Vicari di Cristo, l’ultimo dei quali, Giovanni Paolo II era quasi sul punto di beatificarlo in vita.
Naturalmente per formarsi un’idea su quanto la Santa Sede vorrà incidere e sarà in grado di intervenire su un organismo fondato e plasmato da un simile individuo, occorrerà intanto conoscere il nome del delegato pontificio e successivamente gli atti che compirà.
Dato atto al Papa di avere agito con la necessaria decisione, non può tuttavia non lasciare perplessi il linguaggio, tutto sommato benevolo, che si legge nella nota diramata dalla S.Sede, riservato ai membri della Legione, che ha tutta l’aria di un’ assoluzione contrattata con gli attuali vertici, tutti coadiutori e collaboratori del fondatore.
E’ vero o no che i vertici della Congregazione erano legati a Maciel da un “pactus sceleris” di assolutà omertà e dunque sapevano e tacevano e chi contravveniva a tale patto veniva cacciato e perseguitato?
E’ vero o no che la supposta spiritualità dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi ancora consiste nella raccolta delle lettere e degli altri scritti di Maciel?
E’ vero o no che la  formazione dei seminaristi della Legione e delle donne che si consacrano a Regnum Christi si basa  quasi esclusivamente sulla meditazione ed interiorizzazione di questi scritti?
Come possono dunque restare separate l’essenza stessa e la ragione dell’esistenza di un’ordine religioso dalle vicende, non solo private, che riguardano il suo fondatore che, occorre ricordarlo, è rimasto ai vertici della stessa fino al 2005,  venerato dagli adepti come una sorta di nuovo messia?
Non sarebbe dunque meglio pensare ad un intervento ancora più drastico, anche allo scopo di evitare che si possano ingenerare giustificati dubbi sulla reale volontà della Chiesa di voltare pagina?
Domande che richiedono risposte chiare e provvedimenti drastici e rapidi, in ragione dell'età avanzata del Pontefice, della presenza nella Curia romana di non pochi prelati provenienti dalla Legione di Cristo e pure di "illustri" sodali laici come Giampiero Fiorani, Angelo Balducci e Antonio Fazio, tutti verosimilmente interessati all'approdo dell' imbarazzante vicenda nel solito "porto della nebbie".