Avanti della domenica

N. 13 del 9 maggio 2010

Stampa e Tv - Quello che non vi hanno detto di noi
domenica 9 maggio 2010

Cucchi: l’ospedale non merita il nome di Pertini

“La tragica fine di Stefano Cucchi, è una vergogna per Roma e per tutta l’Italia”.E’ il commento del segretario del Psi, Riccardo Nencini sulla conclusione delle indagini.
“L’oscena verità che sta emergendo sulla morte del geometra, fermato dai carabinieri e deceduto al Sandro Pertini di Roma senza aver potuto incontrare né un avvocato né un familiare, - prosegue - è che può accadere di essere arrestati e pestati a sangue in carcere e poi lasciati morire senza cure in ospedale. Quantomeno, in segno di rispetto per l’ex presidente della Repubblica, bisognerebbe cambiare nome all’ospedale romano e dargli quello di Stefano Cucchi. Forse questo potrebbe aiutarci a ricordare che siamo in Italia, in piena democrazia occidentale, - conclude Nencini - e non in uno qualunque dei tanti regimi totalitari che ancora prosperano nel mondo”.

Che fa Bertolaso contro il rischio vulcani?

Leggo che sollevati dagli impegni di piscine romane, regate veliche a La Maddalena e appalti abruzzesi, la Protezione Civile e il suo responsabile trovano finalmente il tempo di occuparsi di rischio vulcanico senza  tuttavia perdere l’occasione per polemizzare con la Regione Campania ed il presunto fallimento della sua legge” così Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del PSI , ex assessore e padre della legge della Regione Campania sul divieto di edificazione dell’area vesuviana, criticata dall’esponente del governo Berlusconi.
Di Lello ha affermato che il sottosegretario Guido Bertolaso nell’esprimere le sue tanto legittime quanto doverose preoccupazioni dovrebbe misurare con maggior attenzione talune affermazioni che sembrano fatte apposta, come si usa dire, per mettere le mani avanti.
“La legge a cui fa riferimento, ideata in collaborazione con i vertici dell’istituto italiano di vulcanologia -sottolinea Di Lello- è intervenuta dopo ben 65 anni di totale inazione tanto dei governi nazionali che degli EELL, che hanno consentito che in quell’area prosperassero il mattone selvaggio e l’abusivismo, ed è citata come best practice dall’agenzia Onu oltre ad aver vinto il primo premio assoluto al Forum PA del 2005”.

Unità d'Italia, festeggeremo a Pontida

“Fa impressione - ha detto Nencini commentando un'intervista del leader della Lega a La Repubblica - sentire dire da uno che battezza i suoi leghisti con l’acqua del Po, che le celebrazioni per il 150.mo anniversario dell’unità d’Italia sono ‘cose un po’ inutili e un po’ retoriche’. Restiamo convinti che Pontida non rappresenti affatto un totem del separtismo padano anche perché allora l’Italia non esisteva, ma piuttosto c’è in quelle lotte dei comuni contro l’Imperatore una delle radici della buona storia d’Italia. Per questo se Bossi non verrà a Marsala ce ne faremo una ragione. Noi invece piuttosto festeggeremo l’anniversario anche a Pontida”.