“Disegnamo un’Italia nuova”, questo il titolo dell’incontro che si è svolto sabato 15 maggio a Roma, presso la Casa delle donne, promosso dalla Federazione dei Giovani Socialisti. Lo spirito dell'iniziativa era quello di rinverdire il dialogo tra laici, liberali, socialisti e repubblicani appassito dopo la stagione della Rosa nel pugno. A guardare la partecipazione in sala ed i nomi i nomi dei partecipanti, sembra che l'intuizione dei giovani socialisti sia sia stata giusta. Tra i tanti interventi che si sono succeduti, (la manifestazione è stata seguita da radio radicale), non possono passare inosservati quelli di Marco Pannella, Bobo Craxi, Angelo Bonelli, Pier Paolo Segneri, Valeria Manieri, Gianluca Quadrana, FerdinandoPastore e Marco Cappato, e tanti altri esponenti del mondo giovanile liberale e repubblicano. I lavori, moderati da Aldo Torchiaro, si sono aperti con l'introduzione di Luigi Iorio, segretario della FGS, che ha messo subito un po’ di pepe nel dibattito ponendo la domanda se una forza liberal-socialista in Italia abbia ancora uno spazio politico. Tra i primi interventi quelli di Bobo Craxi e Marco Pannella. Il primo ha affermato che già da subito si dovrebbe lavorare all'individuazione di un candidato di area per le prossime primarie del centrosinistra, mentre l'instacabile Pannella ha asserito che proprio in quell'assemblea un "seme è stato piantato, poi la natura dovrà fare il suo corso". Con la metafora della natura Pannella,ha voluto indicare la strada secondo lui più giusta, e cioè una lotta politica basata su temi reali che affliggono il paese. Se si riuscirà a intraprendere questa strada comune in funzione della politica, allora la natura trasformerà il seme in una pianta che darà i suoi frutti. In ultimo sia Angelo Bonelli che Marco Cappato hanno ribadito come la vecchia strada di affrontare le questioni discutendo di gometrie politiche, non sia più percorribile e l'elettorato lo dimostra con il progressivo aumento dell'astensione. Ecco perchè sin dalle prossime settimane sarebbe opportuno fare un fronte comune, non per costruire dei nuovi contenitori, ma per trovare convergenze su temi come il referendum contro la privatizzazione dell'acqua, la peste sociale del sovraffollamento delle carceri e l'antipribizionismo.
Giulia Giuliani Giulia Giuliani