Avanti della domenica

N. 12 del 2 maggio 2010

Verso il Congresso
Marco Andreini - Partita già chiusa
domenica 2 maggio 2010

Leggo dal vostro giornale che il congresso si terrà prima dell’estate e che come viene riportato dai vari rumors interni al partito, sarà un congresso senza mozioni e con una posizione politica ben definita e riassunta nell ‘articolo di Nencini “In piedi” e sviluppata con un chiaro ragionamento politico organizzativo da Biscardini sempre sull’Avanti in un pezzo titolato “prima il progetto poi le alleanze”.
Leggendo bene, fra le righe questi due importanti articoli traspare anche una sorta di messaggio subliminale velatamente minaccioso rivolto a quei detrattori disfattisti che cercano di far diventare il congresso del PSI un vero momento politico dove il partito dovrebbe scegliere la sua strategia futura, invece che farlo diventare una semplice routine con linea politica e gruppi dirigenti già definiti.
Facendo i dovuti paragoni, tra Nencini , la segreteria e Berlusconi, e il sottoscritto e Bartolomei, e gli altri compagni del Consiglio nazionale che hanno votato con noi il 5 dicembre con Fini e Bocchino, sarebbe quantomeno singolare dover verificare che il livello di democrazia di confronto di idee, di agibilità democratica è inferiore da noi, pur piccoli, ma pur sempre pieni di storia, che nel partito carismatico populista di Berlusconi.
A meno che qualcuno non voglia imitare fino in fondo Berlusconi , trasformando il nostro partito , invece che in un partito azienda, in una specie di SAS (Società in accomandita semplice), nella quale come noto, comanda solo uno, il mondo dell’economia ne è pieno; Esselunga né è un’esempio.
E’ contro questa logica, contro questa deformazione della realtà che fa diventare una sconfitta elettorale ,una vittoria esaltante, contro questa disinformazione che fa diventare i consiglieri eletti in Puglia e Campania, come fossero solo nostri, senza minimamente tener da conto o informare tutti gli iscritti, che sono stati eletti con i voti della tanto vituperata alleanza con Vendola, contro questo falso unanimismo di tutta la segreteria nazionale attuale che dà l’immagine falsa di un partito unito al centro e diviso nelle periferie, che non riesce neanche a dire che i consiglieri eletti in Toscana e Emilia Romagna sono nominati nei listini e sotto la sigla del grande PD (che bella battaglia identitaria, è contro tutto questo e per affermare il principio che il congresso è il più grande momento di dibattito e di confronto di un partito, che un gruppo di compagni della direzione ,del consiglio nazionale di alcune federazioni, vogliono battersi nel congresso.
Siccome siamo stati additati come traditori, solo per aver organizzato un convegno al quale ha scritto una lettera Vendola, vogliamo avere la possibilità di dire a tutti gli iscritti, non solo che non siamo traditori, non solo che non abbandoniamo il partito, ma anzi che vogliamo porci come alternativa ad un gruppo dirigente che ha fatto il suo tempo, e che persegue una linea sbagliata, inutile e anche un pochino interessata di autosufficienza, che in realtà si traduce solo in un chiaro disegno, fare in grande tra tre anni quello che si è fatto in Toscana e cioè regalare il partito al Pd, noi è contro questo che ci battiamo e vogliamo avere gli stessi diritti di farlo come lo ebbero a Montecatini le 3 mozioni politiche.

*Consiglio Nazionale