Avanti della domenica

N. 12 del 2 maggio 2010

Verso il congresso
Felice Besostri - Alba o tramonto della sinistra
domenica 2 maggio 2010

Le elezioni regionali sono state un disastro per il centro-sinistra e la sinistra italiana. L’esito delle elezioni è che le destre, oggi, governano la maggioranza delle regioni, con le più popolose e ricche.
La responsabilità maggiore del disastro è del PD: per la mancanza di un chiaro profilo politico (dal 2008 e al 2010 ha perso quasi 5 milioni di voti) e per le lotte interne di potere.  Oltre che il PD, esce a pezzi anche la Sinistra, in tutte le sue articolazioni, da quella riformista a quella antagonista.
Puglia a parte, SEL, Verdi e PSI non recuperano i voti assoluti  di Sinistra e Libertà del 2009. A fronte del disastro si è negativamente impressionati dalle minimizzazioni del PD, ma anche dalle vanterie dei partiti a sinistra del Partito Democratico (Socialisti compresi) per la propria presunta sopravvivenza qua e là nelle regioni italiane: non in tutte, perché nel Nord del Paese la Sinistra è semplicemente scomparsa. E’ chiaro che occorre mettere in campo una proposta politica più credibile e seria. La sinistra deve dare un segnale forte di riaggregazione e di rinnovamento.
In questo processo i Socialisti, che sono un insieme più vasto e articolato dei soli iscritti allo PSI, potranno avere un ruolo importante se lo vorranno giocare. Essi sono, infatti, i portatori di una cultura politica, che, minoritaria nella Sinistra italiana, è maggioritaria in Europa, ed è quindi una cultura politica in grado di dare un respiro e una dimensione europea a una Sinistra in crisi e in difficoltà.
Le sorti dello PSI non sono separabili da quelle della Sinistra nel suo complesso, che, se vuole avere un futuro, non potrà prescindere da una forte e riconosciuta componente socialista. Non è un caso, né il frutto di un destino cinico e baro, se in nessun altro paese d’Europa si ritrova una Sinistra debole come quella italiana. In Italia si è pensato d’aggregare la Sinistra senza fare i conti, anche, con la cultura, la storia e i principi del Socialismo democratico e libertario. Il processo di ricomposizione della Sinistra italiana dovrà invece necessariamente coinvolgere tutte le sue sensibilità e tutte le sue storie, nessuna esclusa (se non il settarismo).
E proprio per questo s’impone con la massima urgenza una riscoperta e una rivalutazione del Socialismo democratico, più che riabilitazioni postume di questo o quel personaggio socialista. I socialisti devono contribuire in prima persona alla rivalutazione del socialismo definendo chi sono, cosa vogliono, quali fini perseguono e attraverso quali programmi.
Il PSI ha indetto il suo Congresso per il prossimo luglio: è quella l’occasione per fare un congresso dei Socialisti e non dei soli iscritti al PSI. E’ importante che sorga una nuova Sinistra, larga, aperta e plurale di cui il Socialismo italiano torni davvero a essere, per scelta esplicita e irrevocabile, una fondamentale parte costituente e costitutiva.

*direzione nazionale