I socialisti del Pdl più indietro di Fini
“E’ evidente - ha detto Bobo Craxi, sullo scontro tra Berlusconi e Fini - che si è aperta una fase nuova e imprevedibile: l’unità nazionale, i temi laici, il riequilibrio nord-sud, l’integrazione e i diritti degli stranieri, mettono indubbiamente in difficoltà e in contraddizione la cosiddetta area riformista del Pdl (...) rendendo incompatibile l’esistenza stessa dei socialisti all’interno del Popolo delle Liberta”. Caustico anche Nencini: “Al di là delle ragioni di Fini, che sono tante e largamente condivisibili, non solo a sinistra ma per qualunque liberal democratico di qualunque paese del mondo, quello che fa davvero impressione è che il presidente della Camera si sia accorto solo oggi che Berlusconi più che il leader è il proprietario del partito. Da sottolineare però che sul merito delle questioni, dall’immigrazione alla giustizia, sollevate dall’ex leader di An, si trovino d’accordo persone di grande coerenza come l’ex radicale Della Vedova o l’ex Dc come Pisanu, e neppure un ex socialista. Ma proprio Fini ci insegna che non è mai troppo tardi per svegliarsi”.
Nessuna riforma senza regioni del Sud
“Lo spettacolo offerto dal Pdl è preoccupante. Va a finire che nemmeno questa volta si faranno le riforme”. Lo ha detto Rocco Vita, consigliere regionale del Psi per la Basilicata. “Ad ogni modo se le riforme si faranno, bisognerà consultare le regioni del sud, soprattutto per ciò che concerne il federalismo fiscale”.
Acqua, i socialisti sostengono referendum
“Non si possono fare profitti su bene primario come l’acqua per questo i socialisti sosterranno in ogni comune la raccolta di firme per un referendum contro la privatizzazione delle reti idriche. Lo ha detto Riccardo Nencini aggiungendo che “il Psi sostiene da tempo l’esigenza di fare chiarezza nelle tariffe di tutti i servizi pubblici, acqua, luce e gas, e come dimostra il caso del comune di Aprilia, dove il sindaco socialista Domenico D’Alessio, ha da tempo aperto una vertenza per riportare il controllo della rete idrica in mani pubbliche, 6 anni di privatizzazione si sono tradotti soltanto in un costo aggiuntivo per la collettività”.