Perdere il lavoro non significa soltanto essere privato della propria fonte di sostentamento, ma per molti significa anche perdere la propria dignità di persona ed il proprio ruolo nella società; il che comporta spesso trovarsi a casa in attesa di una chiamata che tarda ad arrivare, girare a vuoto per uffici senza ottenere le risposte che si cercano e chiedersi se si sarà o meno in grado di cominciare di nuovo da capo, con le pesanti conseguenze di una possibile depressione che sono dietro l’angolo.
La proposta di legge sul reddito di cittadinanza andrà proprio nella direzione di mettere in campo azioni concrete perché un periodo senza lavoro si trasformi in nuove opportunità e per dare un aiuto alle famiglie che si trovano a dover affrontare un momento di crisi, ma lo farà offrendo loro un sostegno economico temporaneo in cambio di un contributo di lavoro socialmente utile da parte di chi ne usufruirà o di un corso formativo finalizzato al reinserimento nel mondo lavorativo.
In un momento in cui le amministrazioni locali faticano sempre più a sostenere con personale proprio i servizi sociali e culturali visto il blocco delle assunzioni ed il volontariato non riesce sempre a supplire efficacemente a queste mancanze, perché non offrire a chi ha perso il lavoro ed è in attesa di un nuovo impiego la possibilità di rendersi socialmente utile in cambio di un sostegno economico? Un esempio: in una famiglia in cui uno o tutti e due i coniugi perdono la loro occupazione si potrebbe trovare un meccanismo per cui si possa erogare un contributo in denaro o per la frequenza di un corso di formazione oppure in cambio di lavori socialmente utili, come far attraversare i bambini davanti alle scuole, aiutare nelle case protette o dare sostegno agli anziani che vivono da soli.
Le possibilità sono in effetti tantissime, come tantissimi però sono anche i bisogni di una società che fatica ormai a permettersi di non impiegare in qualche modo la propria forza lavoro, perché i bisogni sociali sono cresciuti in modo esponenziale e non possiamo più lasciare fasce di cittadini privi di una prospettiva oppure inattiva senza rischiare che i costi di questa inattività diventino, prima o poi, insostenibili.
Noi siamo fermamente convinti che sia assolutamente necessario che la mancanza di lavoro debba trasformarsi da dramma in opportunità e che i cittadini, in situazioni comprensibilmente difficili, non possano in nessun caso essere lasciati soli né senza nuove opportunità di formazione e sostegno.
*consigliere regione
Emilia Romagna