Recentemente si è ritornati a parlare del voto ai sedicenni. La proposta volta ad estendere l’elettorato attivo ai cittadini che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età, è stata lanciata dalle colonne del Secolo d’Italia a nome di Generazione Italia, laboratorio politico che fa capo al Presidente della Camera Gianfranco Fini.
A dire il vero già nel 2007, quando il voto ai sedicenni divenne legge in Austria, in Italia si cercò di cavalcare il tema. Infatti, ricordo che alcuni movimenti giovanili si spesero a riguardo, tra questi: i giovani socialisti, e l’allora Azione Giovani, a quei tempi capeggiata dall’attuale Ministro Giorgia Meloni.
Purtroppo però, dopo un breve dibattito si constatò un isolamento in merito alla questione, forse perchè erano giorni nei quali l’unica discussione politica era convincere qualche senatore a non spegnere la luce al governo Prodi.
A tutt’oggi però nel nostro paese è possibile espletare il diritto al voto, soltanto al raggiungimento del 18.mo anno di età, unica eccezione è riscontrabile per le primarie del Partito Democratico, dove è ammesso il voto ai sedicenni, ma è ovvio che questa scelta risulta essere soltanto una mera operazione nuovista pensata da Veltroni.
Il tema è abbastanza sentito dalle nuove generazioni, e potrebbe anche risultare un buon viatico per il riavvicinamento dei giovani alla politica attiva ed alla militanza, ma dovrà risultare una discussione seria, una discussione ampia che valuti tutti gli aspetti sociologici del caso e non rischiare di farla apparire una soluzione, meramente elettorale.
Tutti gli schieramenti politici dovranno essere disponibili ad un confronto nel merito, senza pregiudiziali di sorta, ma con il convincimento che la promozione della partecipazione politica dei giovani, debba essere coniugata ad un serio programma educativo sulla cittadinanza e sui valori della convivenza democratica.
Non ci resta che attendere e sperare che ciò possa costituire il presupposto per risvegliare il Paese dal torpore civico in cui è avvolto, e rilanciare con forza una politica capace di coinvolgere i giovani in modo consapevole, offrendo loro gli strumenti politici, e culturali per operare.