Avanti della domenica

N. 11 del 25 aprile 2010

Opus dei e legioni di cristo nello scandalo dei preti pedofili che scuote il vaticano
Emanuele Pecheux - Wojtyla più colpevole di Ratzinger
domenica 25 aprile 2010



Nel suo pontificato Giovanni Paolo II ha stabilito un record, elevando all'onore degli altari oltre 400, tra religiosi  e laici.
Tra essi, in tempi fin troppo rapidi per non suscitare stupore, Josèmaria Escrivà de Balaguer, il discusso fondatore e animatore dell' Opus Dei, un' ordine costituito nella Spagna di Franco e dalle caratteristiche oscure e inquietanti.
Nel 1982 lo stesso Pontefice elevò (caso ancora che oggi rimane unico nella millenaria storia della Chiesa) l'Opus Dei a propria prelatura personale, consacrando il tenebroso  Escrivà alla dignità vescovile.
Nel 1983, inoltre, Wojtyla approvò le Costituzioni della Legione di Cristo, una congregazione fondata dal prete messicano Marcial Maciel Degollado, peraltro allora già molto chiacchierato.
Nonostante alla Santa Sede negli anni successivi  continuassero a pervenire numerose documentate e sconvolgenti denunce sugli abusi sessuali del prete messicano, il Papa si rifiutò di prenderle in esame fino al 2004, quando non poté esimersi dall' autorizzare, suo malgrado, un' indagine sulla Legione che negli anni successivi, anche a causa della  scomparsa di Wojtyla e del nuovo impulso dato da Benedetto XVI, scoperchiò il maleodorante calderone della congregazione, zeppo di abusi sessuali su minori, malversazioni e comportamenti ispirati più che all'etica della fratellanza cristiana a quella omertosa di tipo mafioso.
Opus Dei e Legione di Cristo, nel corso degli anni del pontificato di Wojtyla  assunsero un peso e un potere preponderanti nel mondo cattolico e nella Curia Romana Sono diventati prolifici vivai per manodopera a costo zero e ceti intellettuali sottomessi a ferrea disciplina (in particolare nel caso dell'Opus Dei) e per la formazione del fenomeno mediatico dei cosiddetti "papa boys". Hanno soppiantato per importanza ed influenza il clero e gli ordini religiosi tradizionali, sempre più in crisi di vocazioni e oggetto, come nel caso dei Gesuiti, delle repressive azioni del Pontefice polacco, tanto attento all'ortodossia dottrinaria quanto, poco sollecito al controllo e alla repressione di diffusi comportamenti "border line" nei confronti dei giovani, praticati da vertici e operatori di Opus Dei e Legione di Cristo.
Entrambe le congregazioni, di chiara ispirazione fondamentalista, hanno supportato il Grande Comunicatore, mediante un'espansione capillare in tutto il mondo, istituendo  case, collegi, scuole di formazione, gruppi ecclesiali nonchè due Atenei universitari a Roma e infiltrandosi sistematicamente nei settori più sensibili della società (finanza, comunicazione e politica).
Oggi, tanto l'Opus Dei quanto la Legione di Cristo sono divenuti colossi politico finanziari e riescono a  condizionare  con una spiccata vocazione al lobbismo non solo pezzi importanti della Curia Romana, ma, verosimilmente, in qualche misura, anche gli atti dello stesso Pontefice.
L'attacco portato  unicamente alla persona di Benedetto XVI, principalmente da media anglosassoni, e dunque di sapore vagamente anti papista, a proposito dei  presunti omissis sui casi di pedofilia che avrebbe attuato nella qualità di Prefetto del Sant'Uffizio, appare tuttavia opinabile.
E' vero che, direbbe qualcuno, all'epoca il Card. Joseph Ratzinger "non poteva non sapere"; tuttavia va dato atto che Benedetto XVI, ancorché con titubanze e ambiguità, stia tentando di affrontare scomode se non sconvolgenti verità che, dal suo punto di vista, rischiano di squassare alle fondamenta il magistero della Chiesa che ha tra le sue leve una  sessuofobia di chiaro stampo medievale e tridentino, probabile concausa dell'orrendo fenomeno degli abusi sessuali (e non solo) sui minori di cui non pochi sacerdoti, vincolati all'astinenza  e al celibato,  sono stati protagonisti.
Un primo segnale intelleggibile del mutamento di rotta impresso dal successore di Wojtyla  era stato l' improvvisa rimozione da direttore della sala stampa del Vaticano di Joaquim Navarro Vals, membro dell'Opus Dei, spin doctor e megafono del Papa polacco, con il teologo (vedi caso, Gesuita) Padre Federico Lombardi.
L'attuale  inquilino d'oltreTevere potrebbe tuttavia interrogarsi sulla necessità di intervenire in modo più energico, pratica nella quale eccelleva da Prefetto del Sant'Uffizio, sanzionando le due congregazioni che, per motivi diversi ma certo complementari, hanno contribuito a gettare molto più di qualche ombra su Santa Romana Chiesa.
Nel diciottesimo secolo, un suo illustre predecessore e per di più omonimo, Benedetto XIV, il celebre Cardinale Lambertini, per ragioni molto meno gravi, addirittura arrivò a sciogliere l'ordine dei Gesuiti.
Il Papa potrebbe porsi anche un quesito ulteriore: alla luce di quanto emerso è davvero il caso di elevare il suo predecessore all'onore degli altari, di farlo santo subito, così come vivamente auspicano, tra gli altri, autorevoli esponenti dell'Opus Dei e della Legione di Cristo?