Lettera
Dimenticare Bassolino
giovedì 27 maggio 2010
Gentile Direttore,
dalla lettura del Suo giornale abbiamo appreso che sono attesi a Napoli, per il fine settimana, due autorevoli esponenti del centro-sinistra nazionale, Vendola e De Magistris, per discutere con alcune associazioni locali del prossimo candidato a Sindaco della nostra città.
Quando si vuole intraprendere una iniziativa, la cosa più errata da fare è partire dalla fine, partire dal nome anziché dal programma. Se, poi, si vuole continuare a sbagliare, è sufficiente non ammettere gli errori e non fare i conti con il passato del centro-sinistra partenopeo, specialmente quello assai recente.
Guardando la composizione della giunta regionale presentata dal Governatore Stefano Caldoro, non può non stupire la presenza del Magnifico Rettore dell’Università di Napoli. Naturalmente, ognuno è libero di fare le proprie scelte ed il sottoscritto non annovera tra i propri compiti quello di criticare le scelte del Rettore, anzi, siamo sicuri che svolgerà ottimamente il proprio incarico politico. Ciò che, invece, colpisce, è il fatto che il predetto era stato indicato non più tardi di tre mesi fa dall’on. le Bassolino come autorevole candidato per succedergli, da preferire all’on. le Enzo De Luca. Inoltre, nelle scorse settimane, non poco clamore hanno suscitato le riflessioni del vicesegretario nazionale del Partito democratico, Enrico Letta, sulla Campania e sul Mezzogiorno in generale, le quali non potevano passare sotto silenzio. Naturalmente, l’esponente del partito democratico ometteva di indicare, nella sua approfondita analisi (per la verità poco propositiva), chi governava quando in Campania, soprattutto nell’ultimo decennio, si faceva scempio delle risorse nazionali ed europee. Di che parte politica erano i gestori della sanità in Campania? Che fine avevano fatto i responsabili del disastro dei rifiuti e del disastro ambientale lasciati al loro posto, magari attuando ogni possibile ostacolo al rinnovamento del quadro politico in città ed in Regione? I risultati di questa pessima stagione politica producono i primi frutti: il mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti ASL di Napoli, l’incivile devastazione degli autobus da parte dei “soliti disoccupati organizzati” segnale inequivocabile che i soldi per le rendite parassitarie sono finiti.
Da questo degrado, che certamente produrrà nei prossimi mesi una situazione di caos sociale generalizzato, la cosa più inaccettabile per i fautori di una sinistra socialista e riformista, è la scelta dei vari “maiores” del centro-sinistra napoletano di sentirsi estranei alla degenerazione, quasi che il ‘bassolinismo’ fosse qualcosa di altro e di impronunciabile. In realtà, purtroppo, gli onorevoli Letta, De Magistris e Vendola dovrebbero sapere che nulla è cambiato in questi ultimi mesi, né dopo la sconfitta alle elezioni politiche, né dopo le elezioni provinciali, né dopo le elezioni regionali. Anzi, la sconfitta alle regionali sembra l’occasione per trasferire il ceto politico perdente nei CdA delle costosissime società partecipate napoletane, vero esempio di degenerazione politica. Ai prodromi di un aggravamento della già difficile situazione economica nazionale siamo ancora fermi al “moralismo”, ma ci vengono negate soluzioni e logiche conseguenze: è ancora possibile che sul presente e sul futuro del centro-sinistra napoletano incomba l’ipoteca politica di Bassolino & C.? A pro di che e di chi? Magari per vedere qualche esponente del centro-sinistra di oggi, nel centro-destra di domani?
Leggevo, alcuni giorni orsono, che il sindaco leghista di un paese della provincia di Varese, non avendo i soldi per l’appalto delle pulizie del municipio, aveva deciso di farvi fronte a spese proprie e dei suoi assessori, dovendo rispondere con il magro bilancio comunale ad altre, più importanti, esigenze. E’ capace il centro-sinistra napoletano, con i suoi leader nazionali e locali, di comprendere l’enorme divario culturale e politico di una simile scelta rispetto allo scenario delle nomine nelle partecipate e rispetto alla gestione quotidiana della città che, tra l’altro, hanno portato alle dimissioni del prof. Realfonzo?
In poche battute, con simili scheletri ormai fuori dall’armadio, senza politica e senza progetti per questa città, con il solo obiettivo di gestire risorse finanziarie ormai esaurite, con il falso moralismo di chi troppo tardi cerca di esonerarsi da responsabilità e da scelte indifferibili, i socialisti napoletani non hanno intenzione di incamminarsi verso un sicuro disastro politico alle prossime elezioni in città. Solo in presenza di alternative politico-programmatiche, sarà possibile ricostruire una sinistra di governo in città.
Enrico Ricciuto
Segretario Cittadino Psi