Cicchitto e l’ordine dei giornalisti
Fabrizio Cicchitto, così devoto al Cavaliere da essere nominato Capogruppo PDL alla Camera, ha avanzato la proposta di abolire quel carrozzone pieno di privilegi chiamato Ordine dei Giornalisti.
E fin qui niente da dire, anzi! E’ un Ordine che forse sarebbe meglio chiamare Disordine, un apparato dove privilegi, parzialità e discriminazioni scorrono a go-go, però, pur sempre, qualcosa che potrebbe servire a tutelare la correttezza dell’Informazione ed a difendere i giornalisti, almeno sulla carta.
Siamo certi di sapere cosa accadrebbe dopo l’abolizione dell’Ordine? Crediamo veramente che il “re dell’etere” desideri dare più spazio alla Libera Informazione? O piuttosto sarebbero tolti di mezzo giornali e giornalisti che lo criticano e lo ostacolano e che oggi sono protetti dall’Ordine.
E magari dopo verrebbe fatto un bel decreto con il quale i giornalisti dovrebbero prima essere istruiti ed esaminati da un’apposita commissione ministeriale, che identifichi individui “validi e capaci”; medesimo disegno è già stato ipotizzato per le nuove figure di magistrati, istruiti dal Ministero di Grazia e Giustizia, ed esaminati dopo appositi corsi.
Mi domando se la Legge sulle Intercettazioni non ci illumini un po’ di più sull’opinione che il PDL ha su Liberi Giornalisti e Libera Informazione.
Mamerto Morescalchi
L’anniversario della scissione del 1921
Se il PSI è vivo, farebbe bene a non dimenticare l’ormai prossimo 90.mo anniversario di quella scissione nel 1921 che, poco o molto, continua a condizionare le vicende italiane e quel movimento socialista che stenta a risorgere ed a darsi una casa comune. Un bel dibattito in vista del prossimo gennaio, sull’Avanti o in qualche consesso politico, non guasterebbe: soprattutto nel momento in cui il PD, voluto dagli eredi di quello che fu il Partito comunista d’Italia, stenta ad uscire indenne dall’attuale crisi.
Giuliano Vincenti - Bologna