L’insicurezza si diffonde in Europa
Come quanto sta avvenendo in Grecia e Ungheria conferma, c’è un malessere generale che agita l’Europa, impregnato di insicurezza sociale ed individuale, la cui origine è complessa. Certo è che le strutture socio-economiche dei Paesi dell’Unione Europea sono messe a dura prova dalla fortissima infiltrazione di prodotti cinesi (e più in generale asiatici), indebolite da una finanza pubblica sprecona e logorata dal neo-liberismo nonché piegate dalla spietata concorrenza internazionale e dai crescenti costi dell’energia. Ci vorrebbe un supergoverno europeo per reagire, ma temo che prevarranno le forze centrifughe e protezionistiche, che sono anacronistiche perchè è mai possibile oggi, per esempio,chiudere le frontiere agli asiatici? Gli Stati Uniti hanno impostato una politica economica volta alla ripresa, quasi di tipo neo-keynesiano tanto che l’’economia Usa ha ricominciato a creare posti di lavoro, un fatto che dimostra come il Paese stia “cominciando a svoltare l’angolo”, ha dichiarato Obama il 2 aprile scorso.Forse sarebbe il caso che, in Europa, la cinghia la stringano tutti, non solo i ceti a reddito medio, medio-basso e basso: meno Cajenne e Rolex e più Panda e Swatch; meno lavoro precario ed evasione fiscale e più flexsecurity ed equità tributaria; niente paradisi e scudi fiscali e più occupazione e nuovo welfare; meno privilegi alla casta e più etica nella politica. Non c’è più trippa per i gatti, tantomeno per i pescecani.
Elio Capriati – Napoli
Troppe spese per la campagna elettorale
La corte dei conti ha rilevato che dal 1994 ad oggi il meccanismo del rimborso delle spese elettorali ai partiti ha portato nelle casse delle forze politiche ben 2.253.612.000 euro di fronte a spese accertate per importi notevolmente inferiori. L’onere a carico dello stato è triplicato in questi ultimi 15 anni. La stessa Corte dei conti ha dichiarato anche che la corruzione dal 2008 al 2009 è aumentata del 229% e la concussione del 153%. Notizie giornalistiche, non smentite dal governo, hanno reso noto che nel 2009 lo Stato ha speso in consulenti 59 miliardi di euro, il 20% in più dell’anno precedente e che il governo dispone di 4.000 consulenti, stipendiati per fare ciò che dovrebbero e potrebbero fare gli impiegati. Si tratta di persone assunte senza concorso a insindacabile parere dei ministri. Tutto ciò indica che la qualità della politica è ulteriormente scaduta. Stupisce la “congiura del silenzio” su questa situazione. La campagna elettorale non è stata edificante. Anzi ha avvalorato l’ulteriore diffusione di questo scadimento della politica anche in periferia. Tempo fa certe forme di costosa propaganda erano considerate “americanate”. Ora i vari candidati hanno fatto spesso ricorso a una campagna ricca e disinvolta, nonché fuorviante rispetto ai problemi reali del paese. Possiamo permetterci il lusso di rimanere sorpresi di tutto questo ? Evidentemente no. Occorrono nuove norme perché le spese elettorali siano contenute, controllate e accertate con scrupolo e gli eventuali rimborsi statali non siano eccedenti rispetto alle spese.
Sen. Giuseppe Righetti - Pesaro