La discussione intorno alla pillola abortiva RU486 già da mesi imperversa tra i politici italiani. Più volte ho avuto modo di sottolineare come nel nostro Paese sussistano ancora gravi lacune culturali difficilissime da sradicare, ma in questo caso a queste ultime si associano non solo un attore ovvio, come la Chiesa, ma anche uomini politici, che sulla scia dell’entusiasmo elettorale, si sentono in diritto di impedire alle donne di scegliere. La strumentalizzazione che i neo eletti Presidenti di Regione, Cota e Zaia, stanno facendo intorno alla pillola abortiva va sicuramente oltre la politica e mi permetto di ricordare a questi signori che alle Regioni spetta il compito di decidere i tempi e le modalità di applicazione della RU486, in quanto alla possibilità di utilizzazione, è già disciplinata dalla Legge. Cota e Zaia dovrebbero essere consapevoli che il ruolo che hanno come Presidenti di Piemonte e Veneto non li autorizza in alcun modo ad interferire su quel diritto inalienabile di ciascuna donna di compiere una scelta che, in ogni caso, è sicuramente sempre molto dolorosa e devastante. Invio comunque il mio in bocca al lupo ai due neo eletti Presidenti, con l’auspicio che nella legislatura che sta per aprirsi inizino a mettere le persone prima della strumentalizzazione politica, rispettando la loro dignità ed i loro diritti.
Pari Opportunità FGS